Ad Enna si litiga a Valguarnera vige il silenzio: due campagne elettorali così diverse
Valguarnera - 25/04/2026
Le campagne elettorali hanno cambiato verso da tempo. Il calore dei comizi in piazza è ormai un lontano ricordo, sostituito da una comunicazione quasi esclusivamente social, diventati catalizzatori di ogni evento pubblico e specchio di una società che corre, spesso disinteressandosi del dibattito profondo.
Il silenzio irreale di Valguarnera
A Valguarnera, in vista dell’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio, si respira un’atmosfera atipica, un silenzio assordante, per non dire irreale. Sembra quasi che la città debba ospitare una normale domenica calcistica e non l’elezione del nuovo sindaco e del Consiglio comunale. Si respira un altro clima ad Enna, dove si voterà negli stessi giorni ma qui la campagna elettorale è contrassegnata dagli scontri tra i 3 candidati e tra i temi più caldi c’è certamente la gestione del servizio idrico.
Programmi chiusi nelle stanze
Le piazze gremite sono diventate una chimera, retaggio di vecchi e abili politici che conoscono bene l’arte di “ammaestrare” il consenso. Ma ciò che colpisce maggiormente è al momento, l’assenza di una vera programmazione politica, intesa come insieme di strategie, obiettivi e azioni concrete per il futuro della comunità. Mentre in altre realtà si dibattono pubblicamente le linee programmatiche per i prossimi cinque anni, a Valguarnera tutto tace. Le liste e i programmi restano, almeno per ora, confinati nel segreto delle stanze, lontani dall’ufficialità delle piazze. Si profila così una “programmazione al buio”, non partecipata, basata spesso su buoni propositi piuttosto che su impegni concreti.
I nodi irrisolti della città
Eppure, i problemi sul tavolo sono seri e impellenti, e la nuova amministrazione dovrà affrontarli con urgenza. La cittadinanza chiede risposte chiare su questioni cruciali legate alla gestione dei rifiuti, tra i costi di raccolta e smaltimento più cari dell’isola e il dubbio se il servizio sarà gestito in house o riaffidato a ditte private con costi esosi; resta inoltre aperta la questione del centro comunale di raccolta, sequestrato per gravi irregolarità, e la possibile costruzione di un nuovo impianto. Sul fronte sanità e infrastrutture, il nuovo poliambulatorio in contrada Marcato resta un’incompiuta, con i lavori fermi da tempo dopo l’incomprensibile abbandono dei locali del “Sebastiano Arena”, attivi per oltre mezzo secolo. Anche il tema degli asili nido, legato ai fondi PNRR, presenta criticità: un nuovo asilo è stato completato e un altro è in fase di allestimento, nonostante una forte decrescita di nascite, ma resta il nodo della gestione e dei costi del personale, che graveranno pesantemente sul bilancio comunale. A ciò si aggiungono le urgenze legate all’urbanistica e allo sviluppo, con la necessità di riqualificare il centro storico, contrastare l’abbandono di interi quartieri, dotare la città di una zona artigianale, colmare la carenza di organico al Comune e rafforzare i Vigili urbani, senza dimenticare le strategie per frenare disoccupazione e spopolamento.
Tre liste, tutte civiche
Lo scenario elettorale a Valguarnera si articola su tre liste, tutte civiche. La coalizione in continuità con l’amministrazione uscente vede Carmen Cutrona candidata sindaca e la sindaca uscente, Francesca Draià (commissario provinciale della Lega), in corsa per il Consiglio comunale. Il gruppo di opposizione è guidato dal candidato sindaco Angelo Bruno. La terza lista sostiene Giuseppe Interlicchia, conoscitore della macchina amministrativa ed ex dirigente comunale.
Fine delle ideologie, trionfo del civismo
Queste liste confermano, semmai ce ne fosse bisogno, la fine delle vecchie ideologie: nel calderone civico confluiscono le appartenenze più disparate. Nella lista che sostiene la Draià troviamo esponenti in quota Movimento Cinque Stelle, mentre nella compagine di Bruno convivono PD, DC e MpA. La riprova che, oggi, la vera stella polare non è il colore politico, ma la logica del “esserci” e del consenso trasversale.