Piazza Armerina: cartellone di un locale accusato di sessismo, gestore lo rimuove ma replica

Piazza Armerina ha molte anime. Quella millenaria, custodita nei mosaici della Villa Romana del Casale. Quella religiosa, scandita dalle cupole barocche. E quella, più contemporanea e rumorosa, che si accende ogni volta che qualcosa rompe la quiete del quotidiano. È toccato stavolta a un gelato — o meglio, all’immagine di qualcuno che lo mangia — scuotere la sonnolenta routine della Città dei Mosaici.

Il manifesto della discordia

Tutto nasce da un cartellone 6×3 comparso in piazza Generale Cascino: réclame del “Futtitinni Bistrot”, locale già noto per un nome che è programma di vita. Il visual scelto per la campagna — una bocca femminile nell’atto di assaporare un gelato, accompagnata dal messaggio “Se lei ti piace…” — ha scatenato un dibattito che in poche ore ha travalicato i confini fisici della piazza per riversarsi nei canali social. Le critiche non si sono fatte attendere: quell’immagine, secondo molti, strizzava l’occhio a un immaginario pubblicitario che usa il corpo femminile come esca visiva, riducendolo a ornamento. Il cortocircuito con il contesto storico-geografico non è passato inosservato: a pochi chilometri, le celebri “Ragazze in Bikini” del IV secolo incarnano tutt’altro — vigore, competizione, protagonismo. Un confronto scomodo, e per questo particolarmente pungente.

Cartellone rimosso, poi la replica del titolare

Il Bistrot aveva inizialmente optato per la via della de-escalation: manifesto rimosso, toni distesi, spirito dialogante. Sembrava chiusa lì. Invece Gabriele Squillaci ha poi deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, affidando ai social una replica che ha avuto l’effetto opposto alla quiete:

“Mi conoscete solo per questo poster che a mio avviso ha funzionato più di tante pubblicità che esistono in giro, da 14 anni mi occupo di persone con disagio sociale e aiuto veramente tanto, senza avere bisogno di approvazione da 4 follower su Facebook, il nostro locale FuttitinniBistrot . Si chiama così per un motivo. Lo stesso motivo per la quale bisogna vivere con più leggerezza e non mettere le persone alla gogna per semplice ironia. Andate più cauti con il politicamente corretto perché il nulla lo fate diventare troppo e da persone con una mentalità aperta come decantate d’avere non me lo aspettavo e come sempre Futtitinni”

Parole che hanno rilanciato la discussione con energia rinnovata. Il punto vero, in fondo, non è il cartellone in sé — già sparito dai muri — ma la domanda che lascia dietro di sé: quanto spazio ha ancora l’ironia, in una società sempre più armata di sensibilità? A Piazza Armerina il dibattito è aperto. Il gelato, nel frattempo, si è sciolto.