Ex precari Lsu e articolisti, parte da Enna la battaglia per il diritto alla pensione

Si sono dati appuntamento ad Enna domani., Dopo aver ottenuto, in varie fasi della vita lavorativa, finalmente una stabilità, adesso molti rischia no di non poter andare in pensione o di andarci con somme risibili per i lunghi periodi di precariato privi di contributi.

Gli ex precari chiedono i loro diritti

Stiamo parlando dei lavoratori ex Articolo 23 e LSU, una platea di oltre 30 mila persone che presta la loro attività negli uffici regionali, comunali, nelle Asp, nei Tribunali, nei Liberi Consorzi comunali, ma anche nelle Camere di Commercio e nelle Università. Prima di essere stati assunti a tempo indeterminato, alcuni di questi nel 2011 ma altri molto più di recente, hanno svolto un’attività precaria, dal 1989 al 1995, senza usufruire degli oneri contributivi. Allora furono in tanti a definirlo un “lavoro nero” legalizzato da tutti i governi regionali che si erano succeduti nell’arco di quei sei anni. Adesso, forse con ritardo, hanno pensato di iniziare, dopo quella che li ha portati a raggiungere il “lavoro di ruolo”, un’altra battaglia, ossia quella per cercare di ottenere il riconoscimento previdenziale che va dal 1989 al 1995.

Ad Enna da tutta la Sicilia

Per discutere del delicato e importante argomento, i lavoratori si sono dati appuntamento a Enna, il prossimo 16 maggio (sabato), alle ore 9,30, nella Sala Cerere (piazza San Francesco). L’incontro, a carattere regionale, rappresenta un momento di confronto e informazione a cura degli esperti Gaetano Aiello e Giovanni Savoca, su proposta normativa, redatta da Aiello, attesa da migliaia di lavoratori che, negli anni passati, hanno prestato attività nei progetti LSU e nei PPUUCC. La proposta di legge prevede l’applicazione dell’articolo 8 della legge 23 aprile 1981 n.155, norma che disciplina l’accredito dei contributi previdenziali figurativi e stabilisce le modalità di calcolo del valore retributivo da attribuire ai periodi riconosciuti figurativamente ai fini pensionistici. L’avventura, di quelli che un tempo venivano chiamati i “giovani dell’Articolo 23”, inizia, per i primi diecimila lavoratori, alla fine degli anni ‘80, un famoso 1 aprile del 1989. A tutti sembrava il classico pesce d’aprile, ma invece era l’inizio di un percorso lavorativo, per molti versi complesso, per alcuni stancante, ma poi rivelatosi, tra mille peripezie, un futuro lavorativo.

Una storia costellata da proroghe

Tanti anni di precariato, decine e decine di manifestazioni a Palermo, per ottenere il rinnovo del contratto e l’aumento delle ore lavorative, ed infine il tanto atteso “tempo indeterminato”. Adesso, alla soglia della pensione, l’ultimo importante scoglio da superare: cercare di avere il riconoscimento previdenziale, per il periodo ‘89 – ‘95, importante per una vecchiaia dignitosa. Un cammino duro da affrontare, una salita come la cosiddetta “Cima Coppi”, ma gli ex articolisti sono pronti ad affrontarla.