Elezioni, 3 candidati e nessun confronto: la mossa di Crisafulli che evita De Rose e Fiammetta

C’è una scena che si è ripetuta due volte, con la precisione di un copione scritto in anticipo. Il tavolo è apparecchiato, le sedie sono al loro posto, i microfoni accesi. Ezio De Rose e Filippo Fiammetta siedono, rispondono, si confrontano. La sedia di Mirello Crisafulli, invece, è vuota. Prima al dibattito organizzato dalla Cisl, poi a quello del Comitato SenzacquaEnna. Due appuntamenti, due defezioni. Con la stessa motivazione: altri impegni in agenda. Può capitare una volta. Quando capita due volte, diventa strategia.

Il linguaggio del corpo politico

In politica, anche l’assenza comunica. E quella di Crisafulli — il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni comunali di Enna, volto noto, nome pesante — parla più di mille comizi. Dice, senza dirlo, che il confronto diretto con gli avversari non è una priorità. Che il campo da gioco preferito è un altro. Che certi palcoscenici non si addicono a chi si sente già abbastanza grande. È la postura del favorito. O, meglio, di chi si percepisce tale.

Non è una lettura tendenziosa: è aritmetica politica. Chi è inseguito non ha alcuna convenienza a offrire agli inseguitori un’arena dove recuperare terreno, far emergere debolezze, costruire un’immagine di pari dignità davanti all’elettorato indeciso. Il dibattito pubblico è, per definizione, lo strumento di chi ha meno da perdere — o più da guadagnare. Crisafulli ha evidentemente calcolato che per lui sarebbe stato il contrario.

Un atteggiamento da sindaco uscente

C’è qualcosa di paradossale, e politicamente rivelatore, nella postura assunta da Crisafulli in questa campagna: si comporta come un sindaco uscente che difende un mandato, non come un candidato che deve conquistare un consenso. La blindatura, la selettività degli appuntamenti, la gestione quasi presidenziale della propria agenda pubblica: sono tutti segnali di chi ha già costruito il suo rapporto con la città e non intende riaprirlo alla discussione.

È il privilegio della popolarità consolidata. Crisafulli è un animale politico di lungo corso, capace di muoversi nell’ecosistema siciliano con la disinvoltura di chi conosce ogni anfratto del territorio. Il suo nome non ha bisogno di presentazioni nel centrosinistra ennese, né — e questo è il punto — soltanto lì.

Gli altri: apertura come necessità

Dall’altra parte del tavolo, quello a cui Crisafulli non si è seduto, troviamo due figure che, pur con curricula rispettabili, partono da una condizione di svantaggio nella riconoscibilità politica di massa.

Ezio De Rose è un medico stimato, già presidente del Consiglio comunale: un profilo istituzionale solido, radicato, rispettato. Filippo Fiammetta ha alle spalle una lunga carriera in Prefettura, con tutto il rigore e la competenza tecnica che quella provenienza porta con sé. Non sono outsider improvvisati — sono persone serie, con esperienze serie.

Eppure nessuno dei due ha mai calcato il palcoscenico politico con la stessa intensità e continuità di Crisafulli. Ed è proprio per questo che per entrambi il confronto diretto non è un rischio, ma un’opportunità: l’unica arena in cui la popolarità dell’avversario pesa di meno e le idee, la dialettica, la presenza contano di più. Hanno accettato i dibattiti con convinzione — e forse anche con un pizzico di sollievo, sapendo che la sedia vuota accanto a loro raccontava già qualcosa all’elettorato.

Il rischio del cavallo che corre da solo

Crisafulli è, per usare un’immagine efficace, un cavallo di razza. Sa come si vince una corsa, conosce i ritmi, non si fa dettare il passo dagli altri. Preferisce stringersi nel mantello della propria popolarità e non lasciare lembi agli avversari — nessun appiglio, nessuna apertura, nessuna generosità tattica verso chi potrebbe trasformare un dibattito in una rimonta. È una strategia legittima. Ma non è esente da rischi.

Il primo è quello dell’arroganza percepita: in un momento in cui i cittadini chiedono ascolto — e il Comitato SenzacquaEnna, con il suo nome, evoca un disagio concreto e quotidiano — disertare il confronto pubblico può suonare come indifferenza verso chi quei problemi li vive ogni giorno.

Il secondo rischio è più sottile: il vuoto che lasci può essere riempito dagli altri. E due candidati che si presentano, rispondono, si misurano con le domande dei cittadini, finiscono per costruire , dibattito dopo dibattito, un’immagine di disponibilità e concretezza che ha il suo peso nell’urna.

Enna, la sedia vuota e il voto che decide

Le elezioni comunali non si vincono nei dibattiti. Ma si perdono, talvolta, nell’impressione che si costruisce nella testa degli indecisi. E quella sedia vuota, per due volte , è un’immagine che resta. Crisafulli ha scelto la sua strada. È una scelta consapevole, probabilmente calcolata con la precisione di chi ha anni di politica alle spalle. Può funzionare. Anzi, ragionevolmente, funzionerà. Ma la politica, si sa, ha il gusto beffardo dell’imprevisto. E qualche volta premia chi si è presentato anche quando l’altro era più forte.