Il nuovo sindaco ed il rischio di un buco nell’acqua, AssoConsum: “Sì a gestore regionale”

Nel pieno della campagna elettorale torna al centro del dibattito il tema della gestione dell’acqua e dei rifiuti. A intervenire con toni netti è Assonconsumatori (Asso-Consum), l’associazione guidata dal presidente Pippo Bruno, che rivendica una posizione “senza interessi politici” e orientata esclusivamente alla tutela degli utenti.

L’affondo sulle giravolte

Nel documento diffuso dall’associazione si punta il dito contro quelle che vengono definite “giravolte” di alcuni candidati sindaci sul futuro del servizio idrico. Secondo Asso-Consum, parlare oggi di una imminente ripubblicizzazione dell’acqua rappresenterebbe “una evidente falsità” finalizzata a intercettare il malcontento dei cittadini alle prese con bollette sempre più pesanti.

L’associazione richiama la convenzione firmata nei primi anni Duemila dall’allora presidente della Provincia, Cataldo Salerno, che – sostiene – vincolerebbe la gestione privata del servizio fino al 2034. Un assetto ulteriormente consolidato dall’addendum sottoscritto nel 2016, destinato secondo Asso-Consum a prolungare gli effetti dell’accordo per altri trent’anni.

“Gestioni in house irrealizzabili e alleanze politiche variabili”

Nel mirino dell’associazione finiscono anche le proposte di alcuni candidati che ipotizzano formule di gestione “in house”. Per Asso-Consum si tratta di ipotesi prive di basi concrete, dal momento che il servizio idrico sarebbe già affidato integralmente a un gestore e non consentirebbe ad altri soggetti di operare.

Nel lungo intervento non manca una lettura politica delle dinamiche elettorali provinciali. L’associazione parla apertamente di coalizioni che cambiano assetto tra centrodestra e sinistra e di strategie mirate “ad alzare il prezzo politico” in vista delle future competizioni amministrative.

Particolarmente duro il passaggio contro quella che viene definita “la sinistra imperante in provincia”, accusata di alimentare aspettative irrealizzabili sul ritorno a una gestione pubblica dell’acqua senza spiegare ai cittadini i vincoli normativi e contrattuali esistenti.

Tariffe alle stelle in provincia di Enna: “Serve un gestore unico regionale”

Al centro della presa di posizione di Asso-Consum resta soprattutto il peso economico che grava sulle famiglie. L’associazione evidenzia le forti disparità tariffarie presenti in Sicilia: secondo i dati riportati, a Trapani una famiglia pagherebbe circa 270 euro annui per il servizio idrico, mentre in provincia di Enna si supererebbero i 660 euro per quantitativi analoghi di acqua.

Da qui la proposta di un gestore unico regionale capace di uniformare le tariffe ed evitare squilibri territoriali ormai ritenuti insostenibili.

Nel documento viene inoltre giudicata positivamente l’iniziativa di Edison Energia che, grazie agli impianti fotovoltaici di Aidone ed Agira, offre agli abitanti della provincia ennese forniture energetiche a prezzi calmierati e bloccati per cinque anni.

Infine Asso-Consum torna anche sulle polemiche relative alla gestione delle risorse idriche siciliane, ricordando le contestazioni sull’accordo riguardante le acque della diga Morello e richiamando la stagione delle concessioni affidate in passato ad una multinazionale considerate dall’associazione uno dei passaggi che hanno inciso sull’attuale sistema di gestione dell’acqua nell’Isola.