Carcere Bodenza cinturato, chiesti rinforzi da altri istituti

È ancora alta la tensione alla Casa Circondariale “Luigi Bodenza” di Enna, dove prosegue la rivolta. L’istituto è stato cinturato da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, mentre la Polizia Penitenziaria ha richiesto l’invio di rinforzi da altri istituti del territorio, in arrivo nelle prossime ore.

La denuncia del Sappe

Circa un centinaio di detenuti, secondo alcune fonti fino a 120, mantiene il controllo di alcune sezioni del vecchio padiglione.Sul fronte sindacale interviene il SAPPE, che parla apertamente di “rivolta annunciata” e denuncia “anni di inerzia, ritardi e incapacità decisionale”. Il segretario generale Donato Capece e il segretario provinciale Giuseppe Cicero puntano il dito contro il padiglione detentivo, di cui da tempo si chiede la chiusura per la ristrutturazione: “I finanziamenti risultano già stanziati, ma è incomprensibile perché i lavori non siano ancora partiti”. Il sindacato ricorda inoltre che il temporale dei giorni scorsi, oltre a interrompere le comunicazioni telefoniche con le famiglie, aveva compromesso anche il servizio di riscaldamento dell’acqua.Il SAPPE evidenzia come l’episodio arrivi a pochi giorni da un secondo tentativo di evasione nello stesso istituto, sventato dalla Polizia Penitenziaria.

La crisi di risorse

Al momento non risultano feriti tra il personale.Sul fronte dell’organico, secondo quanto riferito da fonti sindacali, la giornata di sabato e il periodo estivo, con il piano ferie che riduce ulteriormente il numero di agenti in servizio, avrebbero lasciato l’istituto con un presidio particolarmente ridotto rispetto ai circa 200 detenuti reclusi.Resta inoltre da chiarire il collegamento, ipotizzato ma non confermato, tra la rivolta odierna e un episodio avvenuto circa un mese fa, quando le telecamere dell’area passeggi risultarono danneggiate poco prima di un tentativo di doppia evasione: secondo un’ipotesi investigativa, tuttora da verificare, i due detenuti poi denunciati per evasione avrebbero manomesso il sistema di videosorveglianza per recuperare un pacco lasciato oltre il muro di cinta. Si tratta al momento di una ricostruzione non confermata da fonti ufficiali.Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la direzione dell’istituto non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale della situazione in corso.