Caporalato nell’Ennese, CISL e FAI CISL chiedono più controlli e prevenzione

La CISL e la FAI CISL Agrigento Caltanissetta Enna esprimono apprezzamento per l’operazione condotta nei giorni scorsi dalla Procura della Repubblica di Enna e dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di quattro persone accusate, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nelle campagne tra Enna e Regalbuto.

«La vicenda emersa dalle indagini rappresenta un fatto gravissimo che impone una riflessione profonda. Lo sfruttamento del lavoro, il caporalato e ogni forma di abuso nei confronti dei lavoratori costituiscono una ferita innanzitutto per il nostro territorio e anche per l’intero sistema produttivo. Chi approfitta dello stato di bisogno delle persone calpesta la dignità umana e danneggia anche le tante imprese agricole che operano nel rispetto della legalità e dei contratti», dichiarano la segretaria generale della CISL Agrigento Caltanissetta Enna, Carmela Petralia, e il segretario generale della FAI CISL Agrigento Caltanissetta Enna, Giovanni Giarrizzo.

Per il sindacato è necessario continuare a rafforzare il contrasto al fenomeno attraverso un’azione coordinata tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali: «Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori che hanno trovato il coraggio di denunciare situazioni di sfruttamento. Denunciare non è mai semplice, soprattutto quando si vive in condizioni di ricatto economico e sociale. Per questo è fondamentale garantire alle vittime percorsi di tutela, accoglienza e integrazione che consentano loro di uscire definitivamente da queste condizioni». 

La CISL e la FAI CISL ribadiscono che la repressione, pur necessaria, da sola non basta: «Occorre investire con decisione nella prevenzione, intensificando i controlli nei periodi di maggiore attività agricola, rafforzando gli organici degli ispettorati, promuovendo la cultura della legalità lungo tutta la filiera agroalimentare. Servono inoltre condizioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali e una piena applicazione dei contratti collettivi».

«La lotta al caporalato è una battaglia di civiltà. Non può esserci sviluppo del comparto agricolo senza il pieno rispetto della dignità del lavoro. Continueremo a fare la nostra parte – concludono Petralia e Giarrizzo – sostenendo il lavoro regolare, la buona contrattazione e tutte le iniziative che mettano al centro la persona, la sicurezza e la legalità, invitando sempre i lavoratori a non avere paura a denunciare perché non sono soli e avranno sempre la nostra assistenza e tutela».