“Basta vittimismo”: scontro D’Angelo-Draià sul terzo mandato a Valguarnera

La consigliera di opposizione Filippa D’Angelo MpA attacca la vicesindaca Francesca Draià sulle dichiarazioni espresse nei giorni scorsi in merito alla mancata candidatura a sindaco per il terzo mandato. Le vecchie ruggini da quel che emerge ancora a distanza di mesi non si sopiscono, tutt’altro.

Draià che ha esercitato le funzioni di sindaco per ben 11 anni e che oggi svolge un ruolo di primo piano nella Giunta Cutrona, ha spiegato- tramite nota- i motivi per i quali non si è candidata per la terza volta. Non per il fatto che l’Assemblea Regionale ha bocciato per due volte consecutive tale possibilità, al contrario di quanto avvenga in tutte le regioni d’Italia- afferma- ma per motivi ben diversi.

La posizione della vicesindaca

Lo spunto è nato dalla vicenda di Serradifalco ove il sindaco Burgio, nonostante la bocciatura all’Ars della norma sul terzo mandato ma forte di una sentenza della Corte suprema ha deciso di candidarsi sfidando la Regione e risultando poi eletto ed ancora in carica.

“La mia scelta di non affrontare una nuova competizione elettorale- riferisce Draià- non è stata dettata dalla mancanza di volontà o di passione politica, ma da una situazione personale e umana profondamente diversa da quella vissuta da altri colleghi. Per 11 anni ho dovuto confrontarmi con una opposizione che troppo spesso ha preferito colpire la persona anziché misurarsi sul piano politico amministrativo. Non mi sono sentita nelle condizioni di affrontare un’altra campagna elettorale che con ogni probabilità sarebbe stata ancora costruita sulla delegittimazione personale anziché sul confronto tra idee, programmi e proposte per il futuro della città. A distanza di pochi mesi, tuttavia, ho maturato una convinzione: se mi fossi candidata i cittadini mi avrebbero accordato nuovamente la fiducia”.

Riguardo alla questione del sindaco Burgio ha continuato: “Sosterrò la battaglia del collega Burgio perché ritengo che sia una battaglia di diritto, di uguaglianza e di rispetto delle istituzioni. Mi auguro che la Corte Costituzionale faccia chiarezza e ristabilire un principio di equità, affinché nessun sindaco debba essere più privato della possibilità di sottoporsi al giudizio democratico”

La replica di Filippa D’Angelo

A replicare all’ex sindaca è la consigliera di opposizione MpA Filippa D’Angelo: “Basta vittimismo ed accuse infondate- afferma- Fare il sindaco non è un’eredità di famiglia. Le esternazioni dell’ex sindaca confermano una tendenza ormai consolidata: la totale incapacità di accettare il confronto democratico, l’affanno di chi è continuamente alla ricerca di una casa politica e la ricerca costante di un capro espiatorio.

Accusare ingiustamente i consiglieri di opposizione di aver creato un “clima di delegittimazione” e di attacchi personali per demotivarla verso la sua candidatura a Sindaco per il terzo mandato è una ricostruzione comoda ma del tutto priva di fondamento. Il ruolo dell’opposizione è sempre stato quello di esercitare con rigore, trasparenza e senso di responsabilità il controllo sull’operato dell’amministrazione.

Confondere la critica politica e il dovere istituzionale di vigilanza con gli “attacchi personali” è solo un goffo tentativo di ribaltare le carte in tavola e vittimizzarsi agli occhi della cittadinanza. Dai toni usati – continua-traspare chiaramente una marcata stizza per il fatto di non essere più alla guida della città.

Ricoprire la carica di primo cittadino è una funzione temporanea al servizio della comunità, non un concorso vinto per sempre né un’eredità lasciata dai nonni di cui disporre a vita. Nonostante continui ancora a ricoprire una quota di potere, è evidente la frustrazione di chi stenta a rassegnarsi al ridimensionamento del proprio ruolo.”

L’attacco sulla gestione amministrativa

A parere di D’Angelo inoltre, “Draià viene palesemente lasciata ai margini dalla sua stessa maggioranza e dalla sindaca Cutrona, che sembra non la stia minimamente prendendo in considerazione per la gestione amministrativa reale; infatti, non è un caso che la vicesindaca si veda costretta a cercare visibilità mediatica rincorrendo battaglie esterne, come quella sul terzo mandato. Se davvero ha a cuore il bene comune, si concentri piuttosto sull’esercizio delle deleghe che le sono state assegnate.”