Enna, Pisciotto e Villa Farina: lavori fermi, Futuro Nazionale chiede il cronoprogramma

Futuro Nazionale torna sulla vicenda dei lavori al Pisciotto e a Villa Farina e accusa l’amministrazione comunale di non aver informato la cittadinanza sugli sviluppi successivi al tavolo tecnico convocato a Palermo il 6 agosto. Il movimento, attraverso il Comitato Costituente Enna 1054, chiede in particolare di conoscere gli esiti dell’incontro e di rendere pubblico un cronoprogramma per la ripresa dei cantieri.

La ricostruzione, tuttavia, si inserisce in una vicenda amministrativa che da anni vede il Comune sollecitare gli uffici regionali competenti. Ed è proprio questo il punto che emerge dalla documentazione e dagli atti pubblici: l’intervento sul Pisciotto è incardinato presso il Dipartimento regionale della Protezione civile, mentre il Comune è stato individuato quale soggetto attuatore per uno degli interventi.

Il nodo dei lavori

Il progetto riguarda la sistemazione idraulica della zona di contrada Pisciotto, in via Ottavio Catalano, nell’ambito degli interventi finanziati attraverso le ordinanze di protezione civile. La Regione ha pubblicato nel 2025 gli atti relativi alla procedura di affidamento e successivamente all’aggiudicazione dei lavori. L’importo complessivo dell’intervento indicato negli atti regionali arriva a oltre 7,4 milioni di euro, articolato in diversi stralci.


Il problema denunciato da Futuro Nazionale riguarda ora lo stallo del cantiere e, in particolare, le interferenze con i sottoservizi. Il movimento sostiene che il tavolo del 6 agosto sia stato convocato dall’assessorato regionale all’Energia per affrontare proprio le interferenze delle reti idriche ed elettriche e chiede al Comune di rendere noti gli esiti della riunione.

I solleciti di Dipietro alla Regione

La vicenda, però, non nasce con l’attuale amministrazione. Già nel luglio 2025 l’allora sindaco Maurizio Dipietro aveva denunciato pubblicamente i ritardi dell’iter, riferendo di «continui e costanti solleciti» del Comune al Dipartimento regionale della Protezione civile. In quella circostanza Dipietro spiegava che il progetto esecutivo era stato approvato e trasmesso al servizio gare e contratti dello stesso Dipartimento, lamentando l’assenza di risposte a un ulteriore sollecito inviato dal Comune alla fine di maggio.

Nell’agosto dello stesso anno il sindaco era tornato a scrivere al Dipartimento regionale, al Rup e al commissario delegato Salvo Cocina per chiedere tempi certi sull’avvio degli interventi, richiamando anche una precedente riunione in Prefettura nella quale era stato concordato un cronoprogramma per la procedura di gara.


La situazione non si è però sbloccata definitivamente. Nell’aprile 2026 Dipietro aveva annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Procura, dopo aver rilevato che i solleciti degli uffici comunali non avevano portato all’effettivo avvio dei lavori, nonostante la consegna del cantiere alla ditta aggiudicataria.

La richiesta di Futuro Nazionale

È su questo quadro che si inserisce oggi la presa di posizione di Futuro Nazionale. Il movimento accusa l’amministrazione guidata da Mirello Crisafulli di mantenere il silenzio sugli sviluppi della vicenda e chiede di sapere «quali decisioni sono state prese il 6 agosto» e, soprattutto, di conoscere «il cronoprogramma esatto dei lavori».

Futuro Nazionale richiama anche la situazione di Villa Farina e il rischio di nuovi problemi nell’area del Pisciotto con l’arrivo della stagione delle piogge. «Il Comune di Enna non può continuare a fare melina sulla pelle degli ennesi», sostiene il Comitato, chiedendo una data per il riavvio dei lavori e per la messa in sicurezza dell’area.