Cammarata rieletto all’Ati, Asso-Consum: “Ora schiena dritta con Acquaenna”

La rielezione all’unanimità di Antonino Cammarata, sindaco di Piazza Armerina, alla presidenza dell’ATI 5 di Enna diventa l’occasione per Asso-Consum di riaprire il dossier sulle principali questioni legate al servizio idrico provinciale.

L’associazione dei consumatori, dopo avere scelto inizialmente di non intervenire sulla riconferma, affida ora a una nota una serie di osservazioni rivolte al presidente dell’ATI, partendo proprio dal richiamo alla necessità di mantenere “coerenza e schiena dritta” nei rapporti con il gestore Acquaenna.

Il rapporto con Acquaenna

Asso-Consum sostiene che l’apertura manifestata da Cammarata debba tradursi in un confronto concreto sulle questioni che riguardano il servizio idrico.

L’associazione richiama in particolare il tema della depurazione delle acque reflue, ricordando anche precedenti episodi che, secondo quanto riportato nella nota, avrebbero sollevato dubbi sull’efficienza del servizio a Piazza Armerina.

Nello stesso contesto viene citato il procedimento giudiziario che coinvolge il gestore Acquaenna e altre persone. Asso-Consum evidenzia che, secondo la propria ricostruzione, alla costituzione delle parti civili avrebbe partecipato soltanto il Comune di Enna, chiedendosi perché anche gli altri Comuni della provincia non abbiano assunto la stessa iniziativa.

Il caso Nissoria

Tra i temi sottoposti all’attenzione di Cammarata c’è poi quello della depurazione a Nissoria.

Asso-Consum sostiene di avere informato l’ATI 5, oltre un anno fa, del fatto che il gestore avrebbe fatto pagare per 17 anni il servizio di depurazione non effettuato nel Comune.

L’associazione richiama, a questo proposito, la sentenza 335 del 2008 della Corte costituzionale, relativa al pagamento della tariffa di depurazione in assenza del servizio, e contesta quello che definisce il silenzio mantenuto sulla questione dagli amministratori di ieri e di oggi.

Le partite pregresse

Un altro capitolo della nota riguarda le cosiddette “partite pregresse”, sulle quali Asso-Consum torna a contestare il meccanismo attraverso cui determinati costi sarebbero stati trasferiti sulle utenze.

Secondo l’associazione, il piano d’ambito dell’allora ATO di Enna, elaborato da Sogesid sulla base delle indicazioni dei Comuni, avrebbe previsto un consumo annuo di 15 milioni di metri cubi d’acqua, una previsione ritenuta sproporzionata rispetto ai consumi effettivi.

La differenza tra il volume previsto e quello realmente fornito, quantificata nella nota in circa 8 milioni di metri cubi, sarebbe stata quindi posta a carico degli utenti. Asso-Consum contesta questa impostazione e sostiene che il problema avrebbe dovuto essere affrontato alla luce della responsabilità di chi aveva fornito i dati utilizzati per la pianificazione.

Il richiamo alla Cassazione

L’associazione richiama inoltre una sentenza del 2025 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, la numero 23858, sostenendo che nel calcolo delle partite pregresse potessero essere considerate soltanto le voci previste dal metodo tariffario stabilito dalla legge.

Tra le voci contestate viene indicata quella relativa ai “minori ricavi per minori volumi di vendita”, inserita nell’accordo tra ATO e gestore.

Asso-Consum collega a questo meccanismo anche la delibera 202 del commissario liquidatore dell’epoca e sostiene che le conseguenze economiche per gli utenti siano state molto rilevanti, arrivando a indicare una cifra complessiva nell’ordine di 22 milioni di euro.

L’apertura ai comitati

In chiusura, l’associazione guarda alla nuova fase della presidenza Cammarata con un’apertura, ma anche con una richiesta di concretezza. Asso-Consum valuta positivamente la disponibilità manifestata dal presidente nei confronti di comitati e associazioni e auspica che possa aprirsi un confronto sui problemi del servizio idrico.