La restanza dei giovani, Pavone e Gd: “Non è accettabile che debbano lasciare Enna”

«Partire per studiare, lavorare o conoscere altre realtà deve essere una scelta libera». È il punto da cui Sara Pavone, consigliera di Enna democratica, ha costruito il suo intervento in Consiglio comunale a Enna, illustrando la mozione sul diritto dei giovani a restare in Sicilia.

Lo scontro in aula

Un tema affrontato in un’Aula attraversata anche dallo scontro politico tra maggioranza e opposizione, con l’emendamento presentato da Ezio De Rose bocciato dalla maggioranza che ha votato la mozione mentre la minoranza si è astenuta.

Per Pavone, però, il nodo resta quello delle opportunità. «Il diritto a restare significa garantire un’alternativa a chi, invece, si trasferisce perché nella propria terra non trova le condizioni per costruire il proprio futuro».

La consigliera dei Giovani Democratici ha posto al centro il lavoro qualificato, la formazione e la possibilità per i giovani di trovare un’occupazione coerente con gli studi, le competenze e i mestieri acquisiti.

Le richieste

La mozione chiede interventi su occupazione e imprenditorialità giovanile, ma anche investimenti in infrastrutture e servizi. Al Comune viene chiesto di pressare la Regione per promuovere interventi su occupazione, formazione e imprenditorialità giovanile, insieme agli investimenti in infrastrutture e servizi. Al Governo nazionale viene chiesto di rafforzare le politiche per il Mezzogiorno.

Pavone ha richiamato anche le difficoltà delle giovani donne nell’accesso al lavoro e all’autonomia economica, indicando in asili nido, trasporti e servizi per conciliare occupazione e responsabilità familiari alcune delle condizioni necessarie per poter scegliere di restare.

Sul tema interviene anche Fabio Di Natale, segretario dei Giovani Democratici di Enna: «Non è accettabile che un ragazzo debba dare per scontato di lasciare Enna per trovare lavoro».