Da Enna alla Regione: Crisafulli a Villarosa rilancia il suo modello e punta su De Luca

Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, alla Festa dell’Unità di Villarosa lancia un’idea che parte da casa e guarda alla Regione: portare su scala siciliana lo stesso metodo che, secondo lui, ha fatto vincere Enna alle amministrative dello scorso maggio. Il nome sul tavolo è quello di Cateno De Luca, indicato da Crisafulli come possibile candidato del campo largo alla presidenza della Regione Siciliana nel 2027. Ma il punto di partenza del ragionamento, per il primo cittadino, è tutto ennese.

Il precedente di Enna

“Noi ad Enna abbiamo deciso di essere autonomi, decidendo sulla nostra pelle le cose che ritenevamo giuste per il nostro territorio”, ricorda Crisafulli. “È andata bene: la gente ci ha apprezzato, ottenendo un risultato consistente”. Un bilancio che il sindaco rivendica con i numeri della squadra che lo ha accompagnato: “Ho avuto il piacere di avere con me i due parlamentari, Stefania Marino e Fabio Venezia, che hanno avuto voglia di una battaglia autonomista”. Per Crisafulli quella scelta, rompere con gli schemi dei partiti nazionali e giocare una partita autonoma sul territorio, è la chiave che ha permesso alla coalizione di vincere in città. Ed è la stessa chiave, sostiene, da riproporre ora su scala regionale.

La proposta per la Regione

Da qui il salto: se ad Enna ha funzionato rompere lo schema tradizionale, per Crisafulli il campo largo regionale dovrebbe fare lo stesso, puntando su un candidato capace di andare oltre i confini classici del centrosinistra. “Cateno De Luca deve essere il candidato alla presidenza della Regione siciliana: così si vince, così si rompe lo schieramento opposto”, dice il sindaco. Alla domanda su chi sia politicamente De Luca, centrodestra o centrosinistra, risponde: “meno male, perché è l’unico che può portare voti che non sono del centrosinistra”. Sommando quei voti a quelli della coalizione tradizionale, secondo Crisafulli, si aprirebbe davvero una possibilità di vittoria per il 2027.

Primarie o candidatura propria

La sede indicata per sciogliere il nodo sono le primarie. Se il partito non ha il coraggio di scegliere subito un nome capace di “rompere lo schieramento opposto”, allora si vada al voto tra gli iscritti. Ma Crisafulli aggiunge una condizione che suona come un avvertimento interno: se qualcuno pensasse di escludere candidature scomode dalle primarie per restare solo in campo, “questo qualcuno deve sapere che Crisafulli è candidato alla presidenza della Regione siciliana”. Un modo per dire che, se il partito non aprirà, sarà lui a riproporre in Regione la stessa rottura degli schemi già sperimentata a Enna.

L’orizzonte autonomista

Il sindaco lega il ragionamento a una visione più ampia, che va oltre il singolo nome del candidato presidente. “Sono di antica formazione autonomista e credo sia giunto il momento di intraprendere questo percorso”, spiega Crisafulli, indicando come obiettivo il decentramento di metà delle risorse regionali ai Comuni, perché siano spesi sulle esigenze dei territori, e un ruolo più forte dei Liberi Consorzi nella programmazione delle grandi opere intercomunali. È la stessa logica, dice, che ha ispirato l’esperienza ennese: decidere sul territorio, per il territorio, senza aspettare le indicazioni dei partiti nazionali.

Il pressing di Sud chiama Nord

Le aperture di Crisafulli non restano senza risposta. A raccoglierle è Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, il movimento di De Luca, che ringrazia il sindaco per aver “dimostrato quanto sia necessario per quell’area politica andare oltre, così da cercare di vincere”, ma avverte: “è chiaro, però, che ormai il tempo è quasi scaduto per riuscire davvero ad allargare il perimetro del campo largo coinvolgendo anche Sud chiama Nord”. Lo Giudice ammette che oltre a Crisafulli “ci sono tanti altri autorevoli esponenti del Pd che nelle interlocuzioni private continuano a battersi per questo tipo di alleanza”, ma chiude con un affondo: “gli ‘amoreggiamenti clandestini’ non bastano più. Se ci sono soggetti titolati nel Campo Largo a prendere decisioni: o battono un colpo adesso oppure mai più”.