Enna Calcio, l’ipotesi di restare a Niscemi per l’intera stagione e Travagin attacca il sindaco
Enna-Cronaca - 24/09/2026
Dietro lo scontro pubblico tra il presidente dell’Enna Calcio Giancarlo Travagin e l’amministrazione comunale, la vera notizia riguarda il futuro della squadra: da fonti vicine al club trapela che l’intenzione è restare a Niscemi per l’intera stagione in corso, con l’ipotesi di strutturarsi stabilmente nella cittadina nissena già dalla prossima annata. Un’eventualità che, se confermata, segnerebbe di fatto la fine del calcio a livello di prima squadra a Enna.
Il trasferimento, secondo quanto riferito dalla società, è stato reso necessario dall’assenza di campi alternativi disponibili in provincia di Enna. Il Gaeta è al centro di lavori per la sistemazione delle torri faro e della recinzione che stanno impedendo alla squadra di disputare il campionato di serie D sul proprio terreno di gioco.
La società ha trovato disponibilità a Niscemi ma finora le gare si possono giocare a porte chiuse: manca ancora l’omologazione dell’impianto per la Serie D. Dallo staff di Travagin fanno sapere che si sta lavorando per ottenerla e aprire lo stadio al pubblico già dalla prossima giornata ed allo stesso tempo si rimarca l’aiuto che stanno avendo dall’amministrazione del centro del Nisseno.
Lo scontro con il Comune
Il possibile addio definitivo arriva in un clima già teso tra il presidente e l’amministrazione comunale. In un comunicato Travagin è tornato ad attaccare pubblicamente il Sindaco di Enna Mirello Crisafulli, sostenendo di aver raggiunto con lui “accordi precisi, impegni e promesse” suggellati – scrive – da “una fotografia pubblica, scattata proprio a conclusione di quegli incontri”, impegni che a suo dire “non sono stati mantenuti”. Il presidente chiede al Sindaco di avere “la correttezza di disconoscerla pubblicamente” quella foto, se ritenuta ormai priva di valore, e arriva a dire: “Penso di essere stato preso in giro.”
È la seconda uscita pubblica di Travagin contro l’amministrazione nel giro di poche settimane. Già a inizio settembre il presidente giallorosso aveva puntato il dito contro il Comune per la mancata disponibilità, promessa come pressoché immediata, dello stadio “Gen. Gaeta” In quell’occasione il Sindaco aveva replicato respingendo ogni accusa.
Nel nuovo comunicato Travagin collega la rottura anche allo sfratto della sede di Casa Enna e a una serie di pignoramenti, che definisce “tutti insieme, quasi sincronizzati” e arrivati con “un tempismo singolare… subito dopo il ritiro della documentazione amministrativa dalla vecchia gestione”. Il presidente precisa che si tratta di “debiti che non ho fatto io e che non appartengono alla mia gestione”, essendo entrato in società – dichiara – “il 29 agosto”, e riferisce di aver “chiesto formalmente le rateizzazioni”. Si spinge fino a chiedersi se “non ci sia un disegno preciso per affossare l’Enna Calcio”.
Dal caso sportivo alla città
Il comunicato di Travagin allarga poi il bersaglio dal club alla gestione della città nel suo complesso, assumendo le fattezze di un attacco politico. Il presidente definisce Enna “una bomboniera” che “va custodita, e qui questo non accade”, elencando criticità che vanno dalle strade (“un colabrodo”) agli spazi verdi abbandonati, fino alla struttura CISS – “un’opera completata, pagata con denaro pubblico” ma rimasta “a lungo chiusa e inutilizzata” – e all’autodromo di Pergusa, di cui lamenta il mancato sviluppo come “motore di un turismo sportivo e di eventi di livello nazionale”. Chiude rivolgendosi direttamente ai cittadini: “Mi rivolgo a voi, cittadini di Enna, con una domanda semplice: siete davvero soddisfatti della vostra città?”. Anche in questo caso si tratta di un giudizio politico personale del presidente del club, non di dati o rilievi tecnici verificati.