Piazza Armerina. Parla Virginia Castronovo, figlia di Carlo accusato dell’omicidio Governale

Piazza Armerina. Diciotto anni, un figlio di 5 mesi, una tragedia terribile vissuta in prima persona con il padre Carlo Castronovo, accusato di avere ucciso il venditore ambulante Carmelo Governale, e con una richiesta di condanna a 30 anni, e la separazione della madre, che l’ha abbandonata , portandosi il fratello di 11, andando a convivere con un altro uomo. Virginia Castronovo, mano destra infortunata, sorriso quasi accennato, accanto il marito e lo zio, ma pronta ad uscire le unghia pur di difendere il padre Carlo, che lo ritiene innocente.
“Eravamo in casa la sera del delitto, il 22 ottobre 2007, era un sabato – esordisce Virginia – c’era una mia amica, un’amica di ma madre, i miei genitori e mio fratello, mio padre, introno alle 18,30 era tornato dal lavoro; non è uscito più, impossibile che sia stato lui a commettere questo delitto. Sono convinta della sua innocenza” .
“Mio padre era un grande lavoratore, faceva il muratore, lavorava anche il sabato e la domenica, era un soggetto allegro, divertente, casa e famiglia – continua Virginia Castronovo – Non aveva alcun rapporto da almeno 20 anni con il fratellastro Umberto. Così come non aveva alcun rapporto con Carmelo Governale e con soggetti che erano dediti all’alcool o alla droga, aveva pochi amici, con i quali scambiava qualche chiacchiera, ma nulla di più”.

Come giustifica il fatto che la principale accusatrice di suo padre sia proprio sua mamma ?
“Non riesco a capirlo, mio padre e mia madre sono stati assieme 23 anni, decidevano assieme cosa fare, tutto sembrava filare liscio. Quando mio padre è stato arrestato perché accusato del delitto di Carmelo Governale, mia madre ha pianto per tre giorni, non si dava pace; poi improvvisato è cambiato tutto, è cambiato il suo atteggiamento nei miei confronti, si è messa frequentare con una certa assiduità una persona, che oggi è il suo convivente, ma non sappiamo quali i motivi che l’hanno spinta a fare questo, e non sappiamo perché oggi si ostina ad accusare mio padre di essere l’autore dell’omicidio, quando lei sa benissimo che non è così. Se non voleva più mio padre, poteva fare qualche altra cosa, dirglielo subito, invece, agendo egoisticamente in questo modo, gli sta distruggendo la vita e sta togliendo un padre ai figli”.

        
Lei vuole deporre a favore di suo padre ?
“Certo che voglio deporre, sono sempre disponibile a fare una deposizione, ma mi dicono che non è possibile perché si tratta di un rito abbreviato , ma voglio chiudere questa intervista con un appello accorato a mia madre perché si ravveda e torni ad essere quella che era prima, in caso contrario perderà una figlia, a mio padre dicendogli che non sarà mai solo perché credo nella sua innocenza e sono pronta a difenderlo contro tutti e tutto”.