Enna. A sala Cerere seminario: “Invidia, il male che blocca la crescita”

Enna. Un’iniziativa insolita perché insoliti sono gli argomenti che si trattano e che riguardano i sette vizi capitali, in grande evidenza in una società che sta dimenticando diversi valori e che forse dovrebbe fermarsi a meditare e a cercare di essere più disponibili con se stessi e con gli altri, perché cedere a questi vizi capitali significa bloccare se stessi ed il mondo che ci circonda nella crescita.
Ieri mattina, presso la sala Cerere, si è aperto il primo dei sette seminari e che ha riguardato “l’invidia, il male che blocca la crescita“, coordinato da Nietta Bruno che di questa iniziativa e l’anima e che ha visto il sindaco Paolo Garofano aprire i lavori, facendo una breve sintesi storica sui sette vizi capitali. Il comune di Enna, dunque, con l’invidia inizia un suo viaggio sperimentale sulla fragilità umana evocando i sette vizi capitali per analizzare l’attualità della contrapposizione tra il bene ed il male.
“Una contrapposizione – dichiara Nietta Bruno – sempre più sfumata e traslata, considerato che il male, nello smarrimento della nostra società, ha slabbrato i suoi contorni e che la forza del mercato e la debolezza delle istituzioni hanno sbiadito il concetto di bene. Il viaggio di ricognizione comincia dall’Invidia, il più turpe ed il più segreto dei vizi, penetrante al punto da costituire, soprattutto nelle piccole comunità, un reale blocco per la crescita culturale ed economica”.
In questa disamina sull’invidia, male ritenuto incurabile nella società di oggi, sono stati coinvolti antropologi, sociologi, filosofi, scrittori, psicanalisti, teologi, giuristi, economisti, neuropsichiatri infantili, studiosi di filosofie orientali e giornalisti. Ad ognuno di essi è stato affidato il compito di individuare quali siano oggi le sfide ideali e concrete, quali i pericoli che un “peccato mortale” può comportare per la spiritualità, l’etica e la vita quotidiana dei cittadini. Non c’è dubbio che si tratta di un progetto ambizioso nell’epoca del “che male c’è?” e delle seduzioni del populismo mediatico. Ai partecipanti sono state distribuite delle schede con tre quesiti e tre risposte per ogni quesito da cui poi derivare un’indagine attraverso l’esame delle risposte. Nella giornata di ieri si sono succeduti l’antropologo Rosario Sapienza, che ha aperto le relazioni con “l’invidia ed il dono: una lettura antropologica”. “L’etica ed il posto dell’altro” è stato il tema sviluppato dalla professoressa Marianna Gensabella Furnari dell’Università di Messina, quindi la giornalista Enza Corrente Sutera che ha parlato dell’invidia tra donne e Maria Olivella Rizza, docente di Economia dell’Università di Catania. Nel pomeriggio sono intervenuti Don Pasquale Bellan ti, la psicologa Antonella Squillaci, l’avvocato Marcello Marina. Oggi le altre relazioni che riguarderanno il sociologo Salvatore Cacciola, lo specialista in Neuropsichiatria Celeste Pierantoni, lo specialista in Neurologia Gepi Grassi, la coordinatrice spirituale Lucia Geraci, le conclusioni affidate a Gianluigi Pirrera, presidente dell’Aipin.