Enna. Crac Parmalat: Banca condannata a risarcimento

La Corte d’appello di Caltanissetta ha confermato la sentenza di primo grado con la quale il tribunale di Enna ha condannato un istituto di credito a risarcire una famiglia danneggiata dal crac Parmalat. Anche per i giudici di secondo grado la banca avrebbe dovuto prendere le necessarie precauzioni per tutelare investitori e risparmiatori, valutando con attenzione la situazione della Parmalat e prevedendo il fallimento. Per questo motivo la banca dovrà risarcire gli eredi di un risparmiatore ennese, deceduto prima che si concludesse il processo di primo grado. La moglie e i tre figli dell’uomo dovranno essere rimborsati di 35 mila euro.
Per la Corte d’appello «la banca non ha fornito all’investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione di acquisto delle obbligazioni Parmalat». Nella sentenza di secondo grado la Corte – presidente Michele Perriera,consiglieri Francesco Provenzano e Antonino Porracciolo -ribadisce che la società, già dal 1995, presentava elevati indebitamenti e che pertanto essendo alto il rischio di bancarotta, qualunque operazioni di investimento su titoli azionari doveva essere presentato ai risparmiatori come «ad alto rischio». L’uomo che aveva investito i suoi risparmi in titoli Parmalat aveva lavorato con la moglie in Germania per diversi anni. La coppia aveva deciso di rientrare in Italia a seguito della morte di un figlio. I coniugi erano così tornati in Sicilia dove vivono gli altri figli e avevano deciso di «mettere in banca» i risparmi frutto di anni di lavoro e si erano recati presso l’agenzia di Enna di un grosso istituto di credito.
Era stato il direttore a suggerire l’investimento in titoli Parmalat rassicurando i coniugi e spiegando loro che si trattava di una operazione sicura. Quando c’era stato il crac il direttore si era rifiutato di ricevere i clienti che pure poco tempo prima aveva rassicurato, garantendo per l’operazione. Lac oppia si era quindi rivolta a un avvocato.