Formazione; CISL e UIL: lavoratori in piazza

Una manifestazione regionale dei lavoratori della formazione professionale e degli sportelli multifunzionali, si terrà martedì (19 ottobre) a piazza Indipendenza, a Palermo, a partire dalle 10. A indire la protesta, stamani, Cisl e Uil siciliane con le rispettive federazioni di categoria (Cisl Scuola e Uil Scuola), per dire “basta al massacro del sistema”, che impegna quasi diecimila lavoratori. Un documento messo a punto dalle due associazioni sindacali, spiega le ragioni del sit-in. Vi si denuncia che nei 252 sportelli multifunzionali, “per il modo in cui, in via amministrativa, l’assessorato regionale al Lavoro ne sta definendo l’assetto in assenza di regole contrattuali e accordi sindacali, si determineranno esuberi di lavoratori”. Per contro, “vengono deliberatamente lasciati vuoti in organico per rimettere in moto la vecchia pratica delle assunzioni clientelari”. L’assessorato al lavoro, infatti, ha inviato agli enti gestori, nei giorni scorsi, una comunicazione per cui “gli enti possono effettuare nuove assunzioni per figure specialistiche, mediante Cocopro”.
Cisl e Uil esprimono un giudizio “profondamente negativo” sulle modalità con cui in questi mesi è stata gestita la riorganizzazione degli sportelli da parte dell’assessorato regionale. E puntano il dito contro la “l’aperta violazione delle norme vigenti” per cui “si rinuncia a selezionare gli enti in base a criteri di sana gestione e con riferimento alle responsabilità sociali verso i dipendenti”. Il riferimento, qui, è, in particolare, al “possesso vincolante del Documento unico di regolarità contributiva, Durc”.Inoltre, Cisl e Uil denunciano “la scelta della Regione di non convocare l’incontro più volte richiesto dal sindacato e dalle associazioni degli enti (Forma e Cenfop), per la stipula di un accordo regolatore della materia”. Le due associazioni, si legge nel documento, avrebbero voluto: stabilire contrattualmente l’impegno a far fronte all’eventuale fabbisogno di personale con l’assorbimento delle eccedenze; individuare i criteri organizzativi in forza dei quali “ridurre gli esuberi e le esigenze di mobilità”; fissare i “criteri oggettivi e non discrezionali” in base ai quali procedere ad eventuali trasferimenti di lavoratori. Ma c’è di più. A pesare sulla testa degli operatori del settore, sono anche, precisano Cisl e Uil, due questioni: le politiche clientelari degli anni passati, per le quali sono stati inseriti nel piano formativo nuovi enti, con nuove assunzioni, pur restando invariata la spesa: “ciò che ha portato al collasso il sistema”. Inoltre, il ventilato taglio del 30% delle risorse, che investirebbe anche l’obbligo formativo: un’ipotesi che ricadrebbe sulla testa dei giovani fino a 16 anni, per un verso; per l’altro genererebbe un esercito di esuberi. Da qui la protesta, che porterà in piazza a Palermo, martedì, i lavoratori del settore.