Ispezione dei NAS ad ostetricia e ginecologia dell’ospedale Umberto I di Enna
Enna-Cronaca - 13/07/2011
Enna. Ancora un’ispezione dei carabinieri del Nas di Catania e della Procura della Repubblica presso l’ospedale Umberto I, dopo quella effettuata circa quindici giorni fa. Questa volta sotto osservazione il reparto di Ostetricia e Ginecologia, che per quasi quattro ore è stato tenuto sotto osservazione in ogni sua parte. Pare che l’ispezione, voluta dal pm Marco Di Mauro, rientrerebbe nell’inchiesta apertesi sulla morte del feto di bambina il 28 aprile scorso, e che vede indagati due medici del reparto. I carabinieri del Nas hanno ispezionato tutto il reparto dalle stanze dei medici, quelle delle pazienti ed anche quelle dove si trovano le apparecchiature di indagini. Ci sono stati anche delle richieste di informazioni fatte ai medici, al personale paramedico e agli ausiliari sul numero di pazienti presenti, proprio nel momento in cui nel reparto vi erano 23 pazienti; sono stati acquisiti dei documenti anche in ragione dell’indagine della Procura della Repubblica ennese. Al termine dell’ispezione i Nas catanesi hanno rilasciato all’ospedale alcune “prescrizioni”, di cui alcune hanno riguardato l’impianto elettrico che in qualche caso non era a norma secondo le disposizioni Cee, cosa che è stata fatta immediatamente dal personale dell’ospedale. Pare che la Procura starebbe cercando di comprendere lo stato del reparto, se si verificano sovraffollamenti tenuto conto della chiusura dei reparti di Ostetricia e Ginecologia di Leonforte e Piazza Armerina, se l’attività del reparto risponde bene alle esigenze degli utenti. Situazioni queste che sicuramente non hanno alcun rapporto con la morte del feto della bambina di una coppia di Piazza Armerina, visto che allora furono interessati sia il reparto dell’ospedale Chiello sia anche quello del capoluogo ennese che effettuarono l’esame endoscopico, il quale diede risultati positivi a Piazza Armerina e negativi ad Enna nel senso che il feto risultava morto. L’indagine non si ferma all’ispezione di ieri mattina perché l’aliquota di Pg in servizio in Procura nei prossimi giorni proseguirà la sua indagine ed entro tre settimane si dovrebbero avere i risultati dell’autopsia, che è stata realizzata da un pool di esperti coordinati dal medico legale Fabrizio Vanaria, il quale viene assistito da un ginecologo ed un anatomopatologo, che esamineranno i reperti istologici, la placenta e i campioni prelevati, materiale questo tuttora sotto sequestro. Le operazioni dei periti continuano, alla presenza dei consulenti degli indagati e della famiglia della bambina. I due medici sono difesi dagli avvocati Giovanni Palermo, Giuliana Conte e Patrizia Di Mattia ed hanno designato come consulente della difesa il dottore Guerrera di Catania, mentre i familiari sono assistiti dall’avvocato Fabio La Licata ed hanno designato come consulente il professore Emiliano Maresi dell’università di Palermo.