Interessata la corte dei Conti nell’inchiesta dell’Istituto Tecnico di Piazza Armerina

Piazza Armerina. Accanto all’inchiesta giudiziaria, coordinata dalla Procura Repubblica ennese e le indagini affidate alla squadra Mobile, diretta dal dottor Giovanni Cuciti, vi è un’altra inchiesta importante, partita dall’Ufficio Scolastico provinciale ed affidata alla Corte dei Conti per scoprire attraverso la visione dei bilancio anni dal 2002 al 2010 l’entità degli ammanchi e, quindi, i prelievi illegali che hanno fatto il dirigente scolastico Giovanni Scollo ed il dirigente amministrativo Giovanni delle Cave, reo confesso.
Pare che l’ufficio contabile del Provveditorato agli studi, una volta scoperte le irregolarità e soprattutto gli ammanchi registrati nel corso dell’ultimo decennio, abbia inviato tutta la documentazione sia alla Procura che alla Corte dei Conti. Quest’ultima sta esaminando tutta la situazione contabile dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” anno per anno ed è probabile che poi emetterà la sua sentenza. E’ chiaro che una volta scoperti gli ammanchi ed i prelievi ingiustificati, gli acquisti irregolari, quando, invece, avrebbero dovuto essere fatte le gare di appalto, la Corte dei Conti potrebbe obbligare i due protagonisti di questa vicenda a restituire le somme indebitamente prelevate nel corso degli ultimi decenni. Gli interrogatori di martedì a Giovanni Delle Cave, che, comunque, ha già sviscerato tutto quello che c’era da dire con la squadra Mobile, e quello di mercoledì al professor Giovanni Scollo potrebbero dare maggiore chiarezza ad una situazione molto complessa, soprattutto perché i prelievi di soldi con falsi mandati e prelievi con la carte di credito sono stati effettuati nel corso di un decennio, e che ha suscitato notevole impressione non solo a Piazza Armerina ma in tutta la provincia tenuto conto che il dirigente scolastico era molto conosciuto sia perché elemento di spicco per la scuola provinciale ma anche per la sua attività politica nella precedente legislatura, si anche per avere fatto attività nei club service armerini. Il magistrato che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, concedendo gli arresti domiciliari, ha evidenziato che esistono delle esigenze cautelari perché sia Giovanni Scollo che Giovanni Delle Cave,quest’ultimo in misura minore, hanno la possibilità di accedere “agli uffici della scuola, alterare ed occultare materiale e documentazione, cartaceo ed informatico, che potrebbe essere utile ai fini investigativi”. Per il magistrato che conduce le indagini gli indagati avrebbero la concreta possibilità “di costringere o comunque indurre il personale docente ed amministrativo dell’Istituto a rendere dichiarazioni compiacenti ovvero reticenti”.
Intanto si avvicina l’apertura dell’anno scolastico e all’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” sono stati nominati dall’Ufficio scolastico provinciale, due vice presidi vicari per le normali operazioni scolastiche, ed in questo momento il conto dell’Istituto presso un istituto di credito di Piazza Armerina è bloccato perché dovrà essere visionato dagli esperti designati dalla magistratura.