Enna. Consiglio provinciale (farsa) elegge sindaci revisori
Enna-Provincia - 30/10/2011
Enna. Ci sarà un seguito nella nomina dei tre sindaci revisori, eletti nella seduta di venerdì mattina nel corso dei lavori consiliari. Infatti, il capogruppo del PD, Mario Alloro, ha preannunziato un ricorso perché non convinto della nomina di un sindaco revisore, assegnato dal presidente del consiglio, Massimo Greco. La nomina dei revisori dei conti ha praticamente messo in confusione quasi tutto il consiglio provinciale, escluso Franco Costanza in quanto assente. Prima dell’inizio dei lavori del consiglio vi erano ben 14 candidati alla carica di revisori dei conti, quindi tutti i consiglieri erano in ordine sparso alla ricerca di qualche voto, niente a che vedere con l’appartenenza politica. Il presidente Massimo Greco si è presentata con le schede già pronte e Lorenzo Granata dell’Udc ha chiesto il rinvio a gennaio visto che cambierà la legge, la scelta avverrà per sorteggio e sarà solo un sindaco revisore al posto di tre, con un risparmio di 90 mila euro annui e nessuna ingerenza dei rappresentanti politici. Proposta bocciata. Il capogruppo dell’Udc, Francesco Comito dichiarava che non essendoci un quadro completo, preferiva andare via e non votare. Miroddi (socialisti) e Lupo (Comunisti italiani) dichiaravano di non votare con il PD. Si procedeva alle votazioni che davano 6 voti a Marica Concetta Assennato, assessore al comune di Assoro per MpA con 5 voti da presidente ed uno da componente; Francesco Ferdinando di Agira otteneva sei voti da presidente; Antonino Russo di Leonforte, vicino al MpA 5 voti da presidente ed uno da componente; Interlicchia di Valguarnera 4 voti da presidente ed uno da componente. Il funzionari del settore amministrativo della Provincia, dottor Guarrera dichiarava che Ferdinando Marchese, avendo ottenuto 6 voti da presidente, doveva essere eletto presidente, mentre gli altri tre che avevano un voto come componente, i due rimanenti venivano eletti per anzianità e questo escludeva l’Assennato che era la più giovane, e venivano eletti Russo ed Interlicchia, c’era un’altra versione che portava ad essere eletti Assennato e Russo. A proposito di Russo, il fratello Giovanni, consigliere provinciale, è rimasto a votare, quando invece avrebbe dovuto abbandonare l’aula, e questo è uno dei punti su cui poggia il ricorso dei rappresentanti del PD. Se ne parlerà prossimamente. A chiusura dei lavori è stata concessa una proroga di sei mesi alla commissione sanità, presieduta da Totuccio Miroddi.