Palermo: Al teatro Balate “Per guardarti meglio” di Emma Dante
Enna-Cronaca - 04/11/2011
Palermo. Per guardarti meglio, studio ideato e diretto da Emma Dante, con Sabrina Petyx e Sabrina Recupero, delicata rilettura di Cappuccetto rosso in prima nazionale, tratto da una storia vera.
Questo è quanto sa lo spettatore che si accinge a vedere lo spettacolo, si siede comodo e osservando la scenografia contornata di bambole e giochi infanti si pone i primi spontanei interrogativi: sarà commovente? Un po’ tragico sino a sfiorare la banalità? Sarà un pugno nello stomaco? Sarà tipico di Emma Dante?
Bisognerebbe a questo punto chiedersi cosa rappresenti il “tipico” per la regista o come gli altri intendano il suo teatro. Ciò che conta è capire al momento cosa ci facciano tra tutte quelle bambole due che vi spiccano per la visibile differente grandezza fisica.
Pochi minuti dopo le due bambole hanno preso vita e sono un burbero Lupo affamato e una tenera ingenua Cappuccetto Rosso, un po’ milanese un po’ palermitana.
La drammaturgia prende corpo, quasi inghiottita dal movimento e partorita dallo stesso. Le velocità ritmica determina le mutazioni del loro rapporto dove il lupo è inizialmente una guida, un affetto familiare per la nipote, la protezione si trasforma ben presto in gioco per divenire subito seduzione, dalla seduzione l’inganno, dall’inganno il risveglio della coscienza, Cappuccetto rosso ha compreso il gioco sporco e passa al racconto della sua stessa storia.
Narra la complicità un po’ ludica un po’ bizzarra con il nonno, cui seguono le prime intimidazioni; il patto del silenzio ben presto si rompe e insorge il rifiuto, la ribellione quasi inconscia, la necessità di verità e di metterla in luce. La mamma, dov’è la mamma?
E’ distratta, frenetica, non ascolta la figlia perciò non può crederle, ed è anche ignorante nel senso che ignora che certe cose non dovrebbero esistere, piuttosto si stupirebbe del contrario.
Se Cappuccetto rosso non fosse così ribelle e “sperta” potrebbe credere pure lei che si tratti di una bugia, di una sua fantasia, e invece è la verità e non vuole dimenticarla, ma da sola non può ricordarla; forse, se la racconta alle sue bambole, la verità esiste, e un giorno si salverà.
Tutto torna al suo posto sulla scena. Il dramma è risolto. Lo spettatore sconvolto, si lancia in un fragoroso applauso, quasi fa a gara negli scrosci, perché lo spettacolo non è bello, né brutto, ma è reale, è meta teatro che interviene per sdrammatizzare la storia e renderla quasi ironica, perché fa ironia pensare che certe cose esistono eppure è come se non esistessero.
Lo spettacolo rientra nella rassegna “Provocazioni”, organizzata dal Teatro delle Balate, dove ha debuttato in anteprima nazionale il 2 novembre , il 5 e il 6 ultime due repliche.
Livia D’Alotto
Photo Maria Catalano