Enna. Consiglio provinciale: debiti fuori bilancio “elemento spinoso”
Enna-Provincia - 05/11/2011
Enna. I debiti fuori bilancio, abbastanza sostanziosi dal punto di vista finanziario, continuano ad essere un “elemento spinoso” per tutto il consiglio provinciale che ha consumato due sedute (giovedì e venerdì) senza arrivare ad una conclusione certa, ma rinviando il tutto ad un’altra seduta, prevista per lunedì 14 novembre. Giovedì mattina si è verificato quello che succede già da parecchio tempo, vale a dire un gruppo di consiglieri, quando le cose non convincono, preferiscono lasciare l’aula e far mancare il numero legale. Giovedì mattina il consiglio provinciale si è dovuto aggiornare per ben due volte ed alla fine il presidente, Massimo Greco, ha dovuto rinviare i lavori ad ieri mattina per trattare dei debiti fuori bilancio che fanno venire “il mal di pancia ” a tutti i consiglieri, ma probabilmente anche alla stessa giunta provinciale visto che alcuni debiti non vengono condivisi. E’ ovvio che ci sono da pagare i debiti che hanno già una sentenza del tribunale perché, in caso contrario, aumentano gli interessi da pagare; per gli altri la situazione è diversi, perché si tratta di incarichi professionali, magari con qualche parcella eccessiva e da valutare con attenzione. Nella riunione di giovedì c’è stata l’uscita ed il rientro di consiglieri di vari raggruppamenti politici, per cui il numero legale è venuto a mancare più volte sino al rinvio. Nella riunione di ieri mattina è stato dato mandato alla commissione bilancio, presieduta da Francesco Comito dell’Udc, di verificare assieme ai funzionari del reparto tecnico e di ragioneria l’incarico dato, l’importo della prestazione professionale, quindi effettuare un’istruttoria attenta e precisa di ogni singolo incarico dato a suo tempo dalla giunta in carica e senza esprimi giudizi positivi o negativi, portarli nella prossima seduta del consiglio provinciale, che è prevista per il 14 novembre ed in quella seduta trattare uno per uno i debiti fuori bilancio e da qui scaturire il parere favorevole o meno dei consiglieri provinciali.