Consigliere Paolo Gloria: Al Comune di Enna si lavora male! La città è devastata

Enna. “Lo abbiamo già detto in occasione della sfiducia all’assessore La Rocca che non si risolve il problema attraverso la sostituzione di un singolo assessore e, per meglio dire, il problema principale non è l’assessore in carica” questo è l’inizio di una nota del Consigliere comunale Paolo Gloria (nella foto), che continua: “Personalmente, ritengo che questo argomento affondi le sue radici nella mancanza di volontà e soprattutto nella incapacità politica di ricercare soluzioni condivise. Anche nel governo nazionale i partiti non sono riusciti ad approntare le riforme necessarie al recupero di un deficit senza precedenti. L’unica differenza è che nella nostra città i soldi ci sono ed anche tanti quanti non se ne sono mai visti.
Oggi, nel nostro Ente vanno di moda i super dirigenti impegnati ad adattare schemi preconfezionati provenienti da città metropolitane (copiati male ed incollati peggio) nella nostra città. Schemi utili soltanto a raggiungere pseudo-obiettivi e ad impegnare somme (altro che manutenzione agli impianti sportivi!) per autodeterminarsi il premo di oltre 15 mila euro di produttività”.
Paolo Gloria fa presente che vive giornalmente la realtà del comune ennese: “ fatto in maggioranza di gente che lavora, si impegna e crede nella possibilità di venire incontro ai bisogni dei concittadini. A volte, però, l’impegno e la buona volontà non sono sufficienti ad evitare disfunzioni ed inefficienze.
Quello che servirebbe capire, per esempio, è se la Segretaria comunale si rende conto delle grandi difficoltà che attraversiamo, o se, invece, vi è una sottovalutazione dei problemi.
Ci chiediamo se, secondo Lei, è normale che le posizioni organizzative siano state assegnate solo su base fiduciaria, senza tenere conto di criteri oggettivi riguardanti la professionalità acquisita, gli anni di servizio e gli incarichi di responsabilità assunti in precedenza; se, ancora, è normale che in una città come la nostra, grande (si fa per dire) quanto un quartiere di Catania, si possano prevedere ben 13 posizioni organizzative, con un gravissimo aggravio di spese, e nessuna proposta per qualsiasi ipotesi di stabilizzazione del personale precario; se, inoltre, si possano espletare concorsi senza rispettare le procedure previste dai regolamenti vigenti nel nostro Ente; se, infine, è normale che i cosiddetti avvicendamenti, come quelli alla solidarietà, alla biblioteca, all’avvocatura, allo sport, avvengano impoverendo i servizi di personale adeguatamente qualificato, attraverso una gestione che appare schizofrenica, portando il sospetto della punizione, creando caos negli uffici, causando ricadute sugli standard dei servizi da erogare.
Il personale va pian piano demotivandosi. In una parola, si lavora male!
Nonostante l’avanzo di bilancio di oltre 1,5 milioni, l’anno scorso, e di 2,5 milioni di euro, quest’anno, non si è avuta nessuna miglioria in una città devastata dall’incuria, dalla mancanza di un piano traffico, dall’assenza di una concreta pianificazione del verde pubblico, dall’inadeguatezza di una programmazione dell’arredo urbano, dall’incapacità di proporre una seria politica sociale, che non sia limitata ad assegnare qualche sussidio. Tutto questo la dice lunga non sul singolo assessore, che certamente non ha brillato per capacità, ma su una classe dirigente che il Sindaco Garofalo ha riservato a questa comunità. Mi chiedo: “Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo?”.
Non possiamo stupirci, oggi, se l’impiantistica sportiva va a gambe all’aria. Era una catastrofe annunciata.
Le responsabilità, ieri, addebitate alla passata amministrazione, oggi, addebitate all’assessore in carica, domani, saranno addebitate al dirigente di turno, dopodomani, all’impiegato della guardiola. Come si è soliti fare, le colpe vengono addossate sempre agli altri.
Dobbiamo dirci la verità e dobbiamo dircela fino in fondo.
L’opposizione, ora responsabile, ora costruttiva, deve tornare a fare il suo ruolo di controllo e vigilanza, e tornare a farlo bene nell’interesse esclusivo della città, magari prevenendo le catastrofi piuttosto che cavalcarle.
Occorre informare il gruppo consiliare di maggioranza, che sostiene l’amministrazione Garofalo, mettendolo al corrente di come vanno le cose in città.
Non possiamo, quindi, prendercela con nessuno perché le responsabilità andrebbero ricercate in chi ha votato Paolo Garofalo, ma anche quelli si sono già pentiti di averlo fatto eleggere. A questo punto, a noi non resta che sperare che il Sindaco ne prenda atto e si dimetta”.