Patteggiamento per i due giovani di Aidone arrestati per droga, condannati a due anni di reclusione con pena sospesa

Enna. Due anni di reclusione con pena sospesa per i due giovani ventenni aidonesi, Daniele Raimondi e Salvatore Berretta, arrestati lo scorso anno per detenzione spaccio di marijuana. Con questa condanna di fatto si conclude l’inchiesta “Cordova”, che era stata condotta dalla sezione antidroga della squadra mobile ennese. I due avvocati difensori, Sinuhe Curcuraci e Gaetano Mania, hanno chiesto il patteggiamento, subito dopo l’arresto, ma il Procuratore della Repubblica, Calogero Ferretti aveva espresso parere negativo e gli atti tornarono in Procura. Ora il pm Francesco Rio ha accolto la richiesta e di conseguenza c’è stata la condanna a due anni con la sospensione condizionale della pena. Gli arresti da parte degli agenti della squadra Mobile, coordinati dal dirigente Giovanni Cuciti, erano stati fatti in flagranza reato. L’operazione venne chiamata “operazione Cordova”, dal nome della piazza centrale del paese, che era uno dei luoghi preferiti per lo spaccio della droga.
Raimondi e Berretta, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, avevano reso parziali confessioni, riguardo alla loro attività di pusher ed in particolare Salvatore Berretta avrebbe ammesso, in particolare, la detenzione della droga, circa 260 grammi, che gli fu trovata in macchina, gli altri due complici lo precedevano con un’altra auto. Raimondi e Berretta, entrambi incensurati, erano impegnati a vendere marijuana in modo da accumulare dei soldi visto che Raimondi aveva in programma di andare a trascorrere una vacanza a Milano con un discreto gruzzolo. Stavano “lavorando” con il proposito di guadagnare con la droga almeno 2.000 euro entro i primi di dicembre (dell’anno scorso), da spartirsi in modo che uno dei due, Raimondi, andasse in vacanza a Milano con una discreta riserva di liquidi. Il gruppo era solito nascondere la droga in alcune zone boschive di Aidone, e la prelevavano quando c’era la richiesta proprio per evitare che le forze dell’ordine si potessero scorgere dello spaccio . Ora c’è la condanna con il patteggiamento, ma già Salvatore Berretta ha cambiato vita,infatti si trova in Germania dove ha trovato lavoro.