Nicosia. Sequestrata la piscina della moglie dell’on. Leanza, sarebbero abusive anche per le pertinenze della villa

Nicosia. Disposto il sequestro probatorio della piscina e delle pertinenze che sarebbe state realizzate abusivamente nella villa della moglie del deputato regionale del Pdl Edoardo Leanza. Si tratta di un sequestro probatorio disposto proprio per verificare le ipotesi di abuso edilizio che hanno portato all’apertura di un fascicolo di indagine. La prossima settimana il procuratore capo Fabio Scavone nominerà un perito che dovrà effettuare i rilievi tecnici e quindi valutare se e quali opere risultano edificate senza la regolare licenza edilizia.
Al momento dai primi accertamenti effettuati dagli uomini del Nucleo operativo provinciale del Corpo forestale, risulterebbero senza licenza la piscina, una dependance ed alcuni spogliatoi, ma si tratta di accertamenti ancora in corso che dovranno basarsi anche sui riscontri incrociati effettuati con i progetti relativi alla villa che sono depositati presso l’Ufficio tecnico comunale. La nomina del perito serve proprio ad accertare cosa, esattamente, sarebbe stato costruito senza licenza e trattandosi di un accertamento tecnico complesso che deve anche valutare alcune parti che sarebbero state oggetto di sanatoria nel 2009, la procura nominerà un esperto. La villa, di proprietà della moglie del deputato regionale nicosiano, si trova in contrada Santa Agrippina, zona residenziale alle porte della città dove sorgono numerose ville abitate tutto l’anno.
Rispetto alla scorsa settimana quando era solo trapelata la notizia di un accertamento per presunti abusi edilizi, è stato reso noto quali sono i “manufatti” oggetto dell’accertamento e sui quali, proprio per “congelare” la situazione al momento dell’accertamento effettuato dal Corpo forestale è stato disposto il sequestro. Gli accertamenti del Corpo forestale risalgono ad alcune settimane fa e sono già stati acquisiti dagli uomini del Nucleo operativo, tutti gli atti depositati e presenti nei diversi uffici che devono rilasciare la licenza edilizia e presso i quali vengono depositati progetti o eventuali richieste di sanatoria.
Da mesi il Corpo forestale ed in particolare il nucleo operativo è impegnato nella lotta all’abusivismo edilizio. Controlli condotti a tappeto su tutto il territorio provinciale che hanno puntato su due tipi di abusi purtroppo molto diffusi: l’attivazione di cave senza autorizzazione e l’uso di cave sulle quali è stata revocata l’autorizzazione ad estrarre, da un lato e l’abusivismo edilizio dall’altro che è un fenomeno particolarmente diffuso anche grazie al sistema della sanatorie che periodicamente vengono concesse dallo Stato.

Giulia Martorana