Regalbuto. Rinvio a giudizio: tentò di incendiare la suocera e avrebbe terrorizzato la compagna e gli altri familiari
Enna-Cronaca - 04/12/2011
Regalbuto. Depositato l’avviso di conclusione delle indagini a carico di Gaetano Saitta, 40 anni pregiudicato, arrestato lo scorso 12 ottobre per avere dato fuoco alla suocera. La procura di Nicosia si avvia a chiedere il rinvio a giudizio per l’uomo che viveva con la convivente in casa dei suoceri dove aveva instaurato un clima di terrore. La paura che l’uomo era riuscito a instillare nella giovane compagna e nei genitori di lei era stata tale da farli tacere su un gesto orrendo compiuto da Saitta contro la suocera alla quale ha dato fuoco, riducendola in fin di vita. A far luce sull’episodio erano state le indagini dei carabinieri della stazione di Regalbuto e del Nucleo operativo della Compagnia di Nicosia, coordinate dalla procura nicosiana. Saitta era stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Grazia Caserta che ha accolto la richiesta del Pm Fiammetta Modica.
L’udienza preliminare si terrà quindi dopo l’arrivo dei nuovi giudici, previsto per la metà di gennaio 2012. Le indagini svolte dai militari dell’arma hanno raccolto prove ritenute schiaccianti, ma sono state estremamente difficili perché osteggiate dal caparbio rifiuto della vittima e dei familiari, a denunciare il genero e convivente che aveva trasformato in un inferno la vita di tre persone. La donna era rimasta addirittura in casa per ore, malgrado le profonde ustioni, per paura di chiamare un medico. I fatti risalgono al 9 settembre scorso quando la cinquantenne venne trasportata in condizioni disperate al reparto grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania. La donna era arrivata in ospedale dopo che il marito aveva chiamato la guardia medica. Il medico in servizio vista la gravità della situazione dispone il ricovero nel centro specializzato del Cannizzaro. Marito e figlia raccontarono che la congiunta stava cucinando e che improvvisamente gli abiti avevano preso fuoco, ma non avevano spiegato perché il medico era stato chiamato solo quando la vittima era entrata in coma. Troppe contraddizioni nel racconto di padre e figlia e così il comandante della stazione di Regalbuto, che ben conosceva l’indole di Saitta, sospetta che possa esserci una situazione di gravi maltrattamenti in famiglia.
Giu. Mar.