Dopo l’allagamento al carcere di Enna il Sindaco al Ministero

Enna. L’allagamento del carcere di Enna, dopo 48 ore di pioggia, ha messo in evidenza, ancora una volta, lo stato di estremo degrado di cui vive la struttura. Questa situazione è stata denunciata più volte dai rappresentanti sindacali, è stata evidenziata nel corso delle visite di controllo da parte dell’onorevole Bernardini dei radicali, e dell’onorevole Salvo Fleres, garante per la Regione dei detenuti, ma di fatto poco o niente si è avuto sul piano concreto per cercare di diminuire al minimo i pericoli che detenuti e guardie penitenziarie vivono giornalmente. La pioggia di lunedì e martedì ha interessato la maggior parte delle celle,una delle quali, che ospitava dodici detenuti, è stata evacuata, la caserma Agenti, gli uffici della Direzione Amministrativa, Chiesa, celle e corridoi. Nessun locale si è salvato e a questo si deve aggiungere l’impianto elettrico perché l’acqua è andata a colpire la centrale della struttura provocando diversi corti circuiti. La denuncia presentata dal sindacato Sappe ed inviata agli organi regionali e nazionali ha provocato qualche reazione a livello locale, tanto è vero che il sindaco, Paolo Garofalo, che tra l’altro è funzionario regionale del Garante dei detenuti, la prossima settimana si recherà a Roma per incontrare il sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia per ribadire, così come ha fatto recentemente, che ad Enna vi è la necessità urgente di realizzare un carcere nuovo possibilmente fuori città, consentendo di bonificare tutta la zona dove ora si trova il vecchio carcere. “Più volte – ha dichiarato il sindaco Garofalo – ho sollecitato interventi certi per la realizzazione del nuovo carcere presso il Ministero competente ed ho avuto delle assicurazioni circa la realizzazione di un nuovo carcere, ora è venuto il momento di passare dalle parole ai fatti perché la struttura esistente è inadeguata e mette in pericoli sia il personale che i detenuti costretti a vivere in locali che sono pericolosi”. L’Amministrazione Penitenziaria, come tengono ad evidenziare i rappresentanti sindacali, ha affrontato il problema del carcere di Enna con grande superficialità, determinati lavori di ristrutturazione sono stati affrontati con una lentezza burocratica esasperante e ci sono stati due anni di tempo dalle segnalazioni fatte per cercare porre rimedio alle infiltrazioni d’acqua che sistematicamente invadono la struttura Penitenziaria con seri danni irreparabili; ma nulla è stato fatto. Hanno ragione gli agenti penitenziari a protestare e a dichiarare lo stato di agitazione perché, allo stato attuale, non ci sono risposte chiare su interventi certi. C’è un nuovo padiglione che rimane chiuso perché pare si sia sbagliato progetto e non andrebbe a risolvere i problemi logistici che lamenta il carcere”. Il sindaco Garofalo, oltre a chiedere la realizzazione di un nuovo carcere, dovrebbe spingere perché su quello esistente vengano fatti lavori di adeguamento con una certa urgenza.