Necessaio osservatorio per verificare stipendi dirigenti, quadri e impiegati dell’Ato EnnaEuno e di Sicilia Ambiente
Enna-city - 08/04/2012
Enna. “Sarebbe interessante capire la logica che presiede a certe scelte sulla nota questione, che sta tenendo banco in queste settimane, degli avvisi di pagamento della Tarsu/Tia 2009 che la Commissione provinciale tributaria sta trattando. La cosa che fa nascere parecchie perplessità in questa storia è che le tariffe sono state approvate con determina sindacale nel maggio 2009. Delibera che è stata impugnata al Tar dall’associazione dei consumatori, il quale ha ordinato che la competenza è del consiglio comunale. L’amministrazione prima ne prende atto con determina sindacale n. 76 dell’aprile 2010 e il mese successivo invece li approva con una delibera di giunta facendola poi ratificare retroattivamente nel 2011 dal Consiglio comunale. Nonostante le violazioni di legge, l’amministrazione comunale insiste a voler continuare nella diatriba, con conseguente sperpero di denaro pubblico per incarichi e consulenze a legali esterni”.
A sostenerlo è il presidente Centro studi “Sen. Antonio Romano”, Mario Orlando. “L’approvazione delle tariffe – spiega Orlando – è un atto che va allegato al bilancio di previsione, e quindi deve essere formalmente deliberato nel termine di approvazione del bilancio stesso (articolo 172, Tuel). Cosa che il Comune di Enna non ha fatto. Tanto è vero che nel bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2009, nelle voci riferite alle entrate tributarie per quanto riguarda la tassa rifiuti solidi urbani e l’addizionale erariale sulla tassa smaltimento rifiuti, sono previsti zero euro. Per cui, è stato sbagliato e inopportuno fare approvare nel 2011 le aliquote tributarie dal Consiglio comunale una volta che sia spirato tale termine. La retroattività non è consentita, come proclama esplicitamente l’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, meglio nota come “statuto dei diritti del contribuente”. L’amministrazione non solo ha violato le leggi che regolano la materia, ma ha anche disatteso l’art. 5 del regolamento delle entrate tributarie comunali del 28/4/2007″.
Intanto, non bisogna dimenticare che molti cittadini, sin dal 2004, non vogliono pagare perché le tariffe sono lievitate oltre la soglia accettabile. Quella di istituire un tavolo tecnico dove siedono consiglieri di maggioranza e opposizione, movimenti e associazioni, secondo il Centro studi, potrebbe essere una indicazione «a patto che si sospendano gli avvisi di pagamento». Non solo, “allo stato attuale – aggiunge Orlando – sarebbe anche necessario attivare un osservatorio che vada a verificare il tutto a partire dagli stipendi dei dirigenti, quadri e impiegati dell’Ato EnnaEuno e di Sicilia Ambiente, dai servizi effettivamente resi ai costi e alla percentuale di raccolta differenziata. Bisogna verificare quali sono se le voci dei servizi contemplati dal piano sottoscritto fra il Comune e l’Ato. Se prevedono solo lo spazzamento delle strade, la raccolta dei rifiuti e il conferimento in discarica, oppure prevedono anche la differenziata, la pulizia delle caditoie, il diserbamento dei marciapiedi e dei margini stradali”.
Giacomo Lisacchi