Enna. Bar risultato “abusivo” per la vendita di alimenti e bevande

Enna. A sorpresa un bar tabacchi di Enna, dopo tanti anni di attività , è risultato “abusivo”. Lo hanno constato i vigili urbani della sezione amministrativa che nel controllare la documentazione, si sono accorti che il proprietario non aveva alcuna autorizzazione per la somministrazione di bevande e alimenti, sostanzialmente non potrebbe distribuire neanche il caffè. I vigili urbani, subito dopo avere controllato, gli hanno appioppato una multa di 1.032 euro e nel contempo hanno diffidato il proprietario a distribuire caffè, alcolici e analcolici senza autorizzazione, in quanto rischia la chiusura del locale. Nessuna comunicazione da parte dei vigili urbani sulla identità dell’esercizio commerciale per non penalizzarlo con una pubblicità negativa. Gli agenti sottolineano di aver deciso di non comunicare quale sia l’esercizio commerciale perché sicuri che il titolare si metterà in regola, andando a farsi rilasciare la relativa licenza da parte del comune a meno che lo stesso non decida di chiudere. I vigili urbani, diretti dal commissario, dottoressa Rosa Giunta hanno comunicato che tutte le altre autorizzazione erano in perfetta regola dalle autorizzazioni per la vendita dei tabacchi; per tenere giochi e apparecchi elettronici autorizzati; la dichiarazione di inizio attività sanitaria con condizioni igieniche all’interno del bar regolari, a mancare era l’autorizzazione comunale per la vendita di alimenti e bevande. I vigili urbani hanno trasmesso tutta la documentazione all’ufficio comunale competente che si occupa del rilascio dell’autorizzazione, che potrebbe anche assumere un atteggiamento più pesante con la chiusura del locale. I vigili urbani Inglese e Ragusa, hanno multato anche altri due esercizi commerciali, uno di arredamenti e uno di abbigliamento, perché praticavano sconti e vendite promozionali fuori stagione, senza vere chiesto alcuna autorizzazione al sindaco. I saldi o i ribassi dei prezzi, si sa benissimo, possono essere proposti solo nei periodi dell’anno previsti, a meno che non si dia comunicazione dieci giorni al comune prima di decidere eventuali svendite. La multa è stata di 1.291 euro ciascuno.