Rifiuti. Enna: Bomba ecologica, sindaci “volutamente sordi” e ATO “nascosti”

Enna. La chiusura da venerdì della discarica di Cozzo rappresenta per la provincia di Enna una vera e propria bomba ecologica, tenuto conto che da cinque giorni non si fa raccolta di rifiuti solidi in molti comuni ed il trasferimento dei rifiuti in altre discariche come Gela, Motta Sant’Anastasia e Catania hanno evidenziato delle difficoltà non solo di carattere finanziario, ma addirittura di natura dei rifiuti solidi perché le tre discariche hanno chiesto che i rifiuti vengano selezionati, prima di essere abbancati, per cui c’è da fare delle selezioni e questo non è facile perché presuppone la raccolta differenziata cosa che in molti comuni non viene fatta, specie nel capoluogo ennese. Non c’è dubbio che il problema discarica Cozzo Vuturo è stato affrontato con una certa superfacilità dai sindaci, tanto è vero che ci sono state molte assemblee fallite per mancanza del numero legale, ritenendo che il problema poteva essere risolto, invece il Ministero dell’Ambiente si è irrigidito, ed ha emesso ordinanza di non abbancare i rifiuti solidi nella discarica. Lo sapevano tutti che la discarica aveva delle irregolarità, che era in fase di esaurimento, ma il problema è stato sempre rinviato, pensando che il progetto, approvato in linea tecnica ma a livello finanziario, esaurisse in poco tempo, l’iter burocratico ma questo non è avvenuto. Il Ministero dell’Ambiente ha usato due pesi e due misure con Palermo, approvato Bellolampo, per Enna non approvando il proseguimento per la discarica di Cozzo Vuturo, in compenso il presidente della Regione, ha autorizzato il trasferimento in altre discariche con tutte le complicazioni del caso, perché selezionare i rifiuti non è una cosa molto semplice. Ci sarebbe da attivare l’impianto di selezione dei rifiuti di Gagliano che ammortizzerebbe tanti rifiuti, l’impianto di compostaggio di Dittaino che ne ammortizzerebbe altri, ma bisogna fare presto e bene perché in questo momento la situazione è di una gravità pericolosa. Al di l à delle polemiche che sicuramente nasceranno tra il presidente della Provincia Giuseppe Monaco, ritenuto colpevole di questa situazione, e i sindaci, qua bisogna pensare alla vivibilità dei cittadini. Il caldo sta incominciando a farsi sentire, quindi il pericolo è sicuramente maggiore per tutti ed allora bisogna muoversi. Ieri mattina il rappresentante legale dell’Ato Rifiuti, dottor Luigi Bellettati, è andato in ufficio per vedere quali soluzioni ricercare, ma data la drammaticità delle situazione sarebbe opportuno che intervenga il prefetto, Clara Minerva, facendosi sentire sia a livello regionale che nazionale, perché occorrono delle soluzioni immediate del problema.

La chiusura della discarica di Cozzo Vuturo ha creato polemiche tra il presidente Monaco, accusato di non essersi interessato del problema, il sindaco di Enna Paolo Garofalo e gli altri sindaci della provincia. Pippo Monaco, carte ufficiali alla mano, dimostra che la chiusura della discarica è stata imposta dal Ministero dell’Ambiente senza alcuna remore, ci sarebbero stati provvedimenti per il presidente e per la Provincia perché “l’autorizzazione all’esercizio della vasca B1 della vecchia discarica provoca effetti negativi permanenti sul territorio”. Il presidente Monaco, presenti gli assessori Antonio Alvano e Giuseppe Amato, oltre il funzionario esperto Lucio Ferrigno, chiarisce che l’ordinanza di chiusura è stato costretto a farla, non c’erano più margini di prolungamento, la discarica aperta sarebbe stata fuori legge. “Intanto voglio chiarire chela gestione della discarica e tutti gli atti consequenziali è di competenza dell’Ato Rifiuti, che in questa vicenda si è nascosta, avrebbe dovuto interessarsi presso Regione e Ministero per l’ambiente ma questo non lo ha fatto; la Provincia è un socio dell’Ato Rifiuti. Ma nonostante questo la Provincia è riuscita a completare la documentazione necessaria da portare a Palermo (l’Ato Rifiuti ha glissato la partenza per Palermo), ottenendo l’autorizzazione, in 12 ore, ad abbancare i rifiuti fuori provincia, cosa che di solito si ottiene in quindici giorni. Abbiamo evitato una crisi ecologica di vaste proporzioni per la provincia di Enna.Oggi ci si sta muovendo per trasferire i rifiuti in altre discariche”. Il presidente Monaco ha anche precisato che il 19 aprile aveva detto al rappresentante legale dell’ATO, Luigi Bellettati, di essere costretto chiudere la discarica per decisione del Ministero dell’Ambiente. L’Assemblea dei sindaci ha visto la presenza di tre sindaci ed un componente di giunta di Enna, l’ingegnere Gino La Rocca, con la conseguenza di non decidere niente. Nella riunione di venerdì scorso si chiedeva di temporeggiare ma il presidente era davanti una decisione irrevocabile del Ministero per l’ambiente. “ Ci sono tre problemi che l’Ato Rifiuti ed i sindaci non sono riusciti a portare a termine – dichiara Pippo Monaco – e che potevano essere utili: il mancato inizio della raccolta differenziata, che avrebbe diminuito l’abbancamento dei rifiuti in discarica,facendola sopravvivere di più; la mancata utilizzazione dell’impianto di compostaggio di Dittaino e dell’impianto di selezione dei rifiuti di Galiano,che avrebbero contributi ancora di più l’abbancamento dei rifiuti in discarica, questo non è stato fatto, eppure avrebbero potuto far diminuire i rifiuti da mandare in discarica. Il 7 aprile ci siamo interessati con l’assessore Marino e con l’ingegnere Michelon per ottenere l’autorizzazione a rivolgerci ad altre discariche e l’indomani abbiamo ottenuto l’autorizzazione, mentre l’Ato Rifiuti lo stesso 8 aprile lamentava la mancata autorizzazione ad abbancare in altre discariche”. Il presidente Monaco, subito dopo la conferenza stampa si è messo in comunicazione con l’ufficio ragioneria e con l’ufficio tecnico per trovare soldi che possano consentire di rendere percorribile la strada che porta all’impianto di Gagliano, cosa che dovrebbe avvenire la prossima settima, poi ci sarà una conferenza di servizi per aprire l’impianto anche senza l’autorizzazione del sindaco di Gagliano che ha messo sempre degli ostacoli per aprire l’impianto. Il funzionario Lucio Ferrigno ha comunicato al presidente che ci vorranno due/tre giorni per attivare l’impianto che potrebbe assorbire i rifiuti di Gagliano ed Agira e poi poterlo usufruire anche per altri comuni viciniori, migliorando la situazione che attualmente è pericolosa.