Nasce Coordinamento su Pasquasia, antenne, registro tumori e qualità vita in provincia di Enna

Enna. Costituito il Coordinamento delle Associazioni Ennesi per il Rispetto e la Tutela dell’Ambiente e della Salute, aperto a singoli cittadini, gruppi, comitati, associazioni culturali, imprenditoriali, sindacati e a chiunque abbia a cuore la qualità della vita, la salvaguardia e la difesa della salute e dell’ambiente in provincia di Enna.
Dopo la lettera aperta, pubblicata qualche settimana fa a firma di Tonino Palma (nella foto) che poneva l’attenzione su tutta una serie di questioni ancora aperte riguardanti la Miniera di Pasquasia, e nella quale venivano poste alle autorità competenti e ai rappresentanti delle Amministrazioni Locali una serie di domande che corrispondono ai dubbi che da anni circolano tra la popolazione e che non hanno mai ottenuto risposte attendibili, attraverso la rete internet si è creato un vasto movimento di opinione e un partecipato dibattito che è sfociato nella costituzione del gruppo “Vogliamo la Verità sulla Miniera di Pasquasia!” che nel giro di tre giorni ha registrato 2.500 adesioni.
Il gruppo ha cominciato ad occuparsi di raccogliere il materiale disponibile su internet riguardante Pasquasia, vecchi e recenti articoli, reportages, filmati, documenti e quanto ritenuto utile per cercare di mettere ordine e diffondere informazioni su quanto è successo sino ad oggi attorno alla Miniera.
Dallo scambio di opinioni e da una serie di approfondimenti, avvenuti tramite la rete, è emersa la necessità di effettuare un’azione più incisiva non solo sui temi sollevati relativamente alla Miniera, che rimane una delle priorità per il territorio, almeno fin tanto che non saranno date risposte convincenti alle dieci domande che erano contenute nella lettera di Palma e che sono diventate il manifesto del gruppo, ma anche su altri temi di vitale importanza. Nel contempo è stata ravvisata la necessità di costituire un coordinamento provinciale tra i vari soggetti coinvolti nell’iniziativa.
Il coordinamento appena costituito ha diramato il seguente comunicato: “Preso atto che alcune questioni che si trascinano ormai da troppo tempo, che riguardano la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente, non sono mai state attenzionate nella maniera dovuta da parte degli organi preposti, né sono state fornite dagli stessi, risposte convincenti ed esaustive in grado di dissipare dubbi e paure ricorrenti, si è deciso di costituire un Coordinamento Provinciale, come strumento per fare massa critica e come elemento unificante in grado di dare un riferimento a quanti, stanchi di sentirsi impotenti e inascoltati davanti a tanto disinteresse, intendono continuare ad impegnarsi per ottenere delle risposte, non solo su Pasquasia, ma anche su altri temi di scontante attualità.
Da troppi anni i cittadini della provincia di Enna sono costretti a convivere con gravi problemi irrisolti quali l’inquinamento elettromagnetico, determinato da una presenza sempre più invasiva di antenne sparse su tutto il territorio, il mancato funzionamento del Registro Tumori, richiesto a gran voce e mai partito concretamente, la necessità di un’accurata indagine epidemiologica con lo scopo di accertare la veridicità di alcuni dati statistici allarmanti, di monitorare le patologie ricorrenti che si registrano nel territorio e di raccogliere dati sufficienti per poter cominciare a studiare, scientificamente, la possibile correlazione tra la diffusione di alcuni tumori e la presenza di eventuali fattori scatenanti presenti nel territorio.
Queste stesse richieste, già nel luglio del 1997, erano state oggetto di una petizione popolare che era stata indirizzata al Presidente della Repubblica, ai Ministri dell’Ambiente e della Sanità, accompagnata da 7.128 firme, raccolte da un comitato spontaneo nato tra i cittadini.
Nonostante da allora siano trascorsi 15 anni, si siano avvicendati diversi Presidenti della Repubblica, Governi e Amministrazioni Locali, siano state promosse inchieste, studi scientifici, misurazioni, commissioni e interrogazioni parlamentari, ci siano state rivelazioni di pentiti e procedimenti giudiziari, di fatto c’è stata una volontà ben precisa di nascondere ai cittadini le informazioni richieste, alimentando così ulteriormente paure e dubbi.
Pertanto lo scopo principale del Coordinamento è quello di ottenere, prima di ogni altra cosa, quel minimo di rispetto della dignità di cittadini che rivendicano con forza il diritto di conoscere le condizioni ambientali nelle quali vivono e i rischi per la salute in cui incorrono a causa della presenza di fattori inquinanti, alcuni accertati altri presunti, la difesa di quei principi sanciti dalla costituzione relativamente alla tutela dell’ambiente, la difesa della salute e il diritto all’informazione, che finora sono stati oltraggiosamente calpestati.
Il Coordinamento ha già avviato la propria attività chiedendo un incontro al Presidente della Provincia Monaco e all’assessore al Territorio ed Ambiente Amato, che si sono resi disponibili per un primo confronto che avverrà tra qualche giorno, dopo di ché saranno interpellati anche gli altri soggetti istituzionali che possono e debbono contribuire a ridare tranquillità alla popolazione da loro amministrata, ma questa volta con fatti concreti e documenti, non più a parole.
Hanno già risposto all’appello del Coordinamento numerosi cittadini, associazioni ambientaliste, culturali e imprenditoriali.

Chiunque voglia aderire all’iniziativa e prendere contatti con il Coordinamento, potrà farlo tramite l’indirizzo email: cartasen@hotmail.it”.