La provincia di Enna sul quadro finanziario poliennale 2014 – 2020 per nuova programmazione fondi europei
Enna-Provincia - 17/11/2012
Dichiarazione di Salvatore Zinna, assessore alla programmazione e alle politiche europee della provincia di Enna sul quadro finanziario poliennale 2014 – 2020 dell’Unione Europea per la nuova programmazione dei fondi europei
Nei giorni di martedi’ e mercoledi’ della prossima settimana il vertice del Consiglio Europeo dovrà’ affrontare il nodo delle prospettive finanziarie 2014–2020, che sulla base della proposta della Commissione Europea dovrebbe ammontare a 1.091 miliardi di euro per il prossimo settennato a partire dal 2014. Il complessivo delle risorse previste dovrebbe mantenere la dotazione del bilancio del periodo 2007 – 2013 attualizzata in termini reali per una efficace utilizzo dei vari fondi strutturali.
La conclusione del negoziato si presenta difficile dal momento che vi sono degli Stati (quali la Gran Bretagna, la Germania l’Olanda, la Finlandia) orientati ad una compressione del bilancio Europeo, in coerenza ad una stretta politica di austerità, già praticata a livello dei bilanci nazionali. Tali posizioni si pongono in sostanziale contrasto con il Patto per la crescita e occupazione, che è stato adottato nel Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno scorso in cui si sollecitano efficaci misure a livello nazionale, di U.E. e di zona euro.
In particolare non si può porre un freno alla espansione del potenziale di investimenti dell’Unione Europea che dovrebbe avere un effetto moltiplicatore a livello della crescita complessiva europea ed in particolare dei territori più svantaggiati.Infatti è decisiva, per le regioni più deboli, la ricaduta positiva della politica di coesione che dovrebbe prevedere per il periodo 2014 – 2020 circa 400 miliardi all’interno del quadro finanziario pluriennale europeo.
Lo scontro si preannuncia molto duro dal momento che gli Stati “rigoristi” chiedono che si vada ad un taglio di 200 miliardi di euro rispetto alle proposte della Commissione. Altrettanto e’ da respingere la proposta di mediazione fatta del presidente Van Rompuy che prevede un taglio di 80,7 miliardi con una sottrazione un po’ ovunque, tanto da parte della politica agricola comune che della politica di coesione che ammontano rispettivamente al 39% e al 35% del quadro finanziario poliennale.
Occorre superare queste posizioni restrittive delle risorse finanziarie ancor più’ dal momento che si prevedono maggiori spazi di intervento per la ricerca e l’innovazione, per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, per la realizzazione delle infrastrutture (es. le reti energetiche, quelle del trasporto e di telecomunicazioni).
Tali obiettivi dovrebbero , piuttosto, determinare sia un allargamento degli interventi della BEI sia la creazione dei nuovi strumenti finanziari quali Eurobond puntando in particolare sulle entrate delle risorse proprie comunitarie attraverso le tassazioni delle transazioni finanziarie.
Si tratta di rispondere alle questioni sempre più incombenti della crisi economica, della globalizzazione e della sostenibilità ambientale.
In questo quadro si può riorientare – come sottolinea il Presidente della Commissione Barroso-la spesa secondo gli obiettivi e la priorità di Europa 2020 in modo di rafforzare la coesione, migliorare l’efficienza energetica e incoraggiare la lotta contro il cambiamento climatico, promuovere gli obiettivi sociali, aumentare l’occupazione e ridurre la povertà.
Tutto ciò porta a dare risposte più credibili a poter coniugare le politiche del risanamento finanziario con quelle della crescita sostenibile ed innovativa.
Una tale impostazione del quadro finanziario poliennale 2014 – 2020 può dare una prospettiva reale al Patto europeo per la crescita e per l’occupazione. Di conseguenza si viene a dare un contesto reale di riferimento alle politiche e alle azioni a livello nazionale e locale.
In questo contesto occorre definire programmi operativi attraverso il nuovo strumento di contratti di partenariato in cui si definiscono raccordi tra obiettivi e progetti in rapporto stretto con i territori.
Tra le azioni da sviluppare sono da evidenziare le proposte del Comitato delle regioni sottolineate all’OPEN DAYS 2012, in cui si richiama il trattato di Lisbona che riconosce le zone montane come territori meritevoli di particolare attenzioni nel contesto della nuova politica di “coesione territoriale” che si è affiancata alla coesione sociale ed economica.
Chiaramente si è consapevoli che si è in un passaggio decisivo sulle decisioni della nuova programmazione europea 2014 – 2020, che ha una particolare influenza nella nostra regione e nei nostri territori, in modo di creare i raccordi necessari tra programmi e progetti in itinere e le nuove opportunità finanziarie e progettuali poste da Europa 2020.
Occorre, quindi, che diventi più incisiva l’iniziativa, ai vari livelli, a partire dai territori , perché si affermi una reale svolta sulla crescita.Diventa ineludibile un avanzamento del processo di integrazione europea verso la scelta federale con un conseguente stretto raccordo tra le politiche di crescita e di bilancio per invertire la grave recessione,che ha determinato-come ha sottolineato la confederazione sindacale europea nella recente giornata di mobilitazione contro l’austerita’- il grave record di 25 milioni disoccupati nell’Unione Europea.
Soprattutto forte deve essere l’iniziativa delle regioni della convergenza ,della Sicilia e dei nostri territori deboli,quale la nostra provincia,che è molto interessata agli obiettivi strategici in termini di infrastrutture, di qualificazione produttiva e di salvaguardia e di valorizzazione delle risorse naturali, culturali e turistici.