Enna. Consigliere comunale Scillia chiede una scossa allo sviluppo locale
Enna-city - 28/11/2012
Enna. Chiede una scossa allo sviluppo locale, il consigliere comunale ennese Biagio Scillia che invita l’amministrazione comunale ad uno scatto d’orgoglio operando scelte decise e precise.
Scillia ha chiesto l’intervento della commissione Bilancio al fine di analizzare le ripercussioni sull’impresa locale di alcune scelte amministrative in termini di gestione di servizi valutando anche la possibilità di impiego delle somme di cui dispone a vantaggio dell’economia locale, e nello specifico delle imprese ennesi. Per Scillia è grave che ogni anno milioni di euro piuttosto che confluire nel mercato locale creando ricchezza e sviluppo oltreché crescita per le aziende locali, vengano invece assegnati a società che non sanno neanche dove si trova Enna. Il consigliere a sostegno della sua tesi fa un esempio: “Spendiamo oltre un milione di euro per servizi tra i quali la gestione della luce pubblica affidata alla Consip s.p.a. società con sede legale a Roma. Essa, a sua volta, subappalta il servizio ad altre società del nord Italia e queste, attraverso le nostre imprese locali – che sottopagano e sottostimano -, lo fanno funzionare” denuncia Scillia sottolineando che l’utile maggiore resta a Roma “e le nostre imprese si trovano costrette ad accettare un subappalto ridicolo per poter rimanere a galla, quando invece potrebbero, con lo stesso lavoro, avere entrate maggiori”. Da qui l’appello affinchè la politica garantisca “attraverso le associazioni di categoria, lo sviluppo delle imprese locali e la loro aggregazione, al fine di farle diventare competitive ed in tal modo non accontentarsi delle briciole che rimangono dopo un iter di subappalti”.
Destra o sinistra poco importa a Scillia che imputa ad entrambi i versanti la colpa del mancato sviluppo e punta il dito contro chi “si nasconde dietro lo spauracchio del famigerato patto di stabilità, una panacea che giustificherebbe la causa di ogni fallimento amministrativo. Bisogna invece rimboccarsi le maniche, analizzare i reali motivi della crisi e adottare validi programmi di sviluppo”. Cominciando, appunto, dalla gestione degli appalti e favorendo una politica di protezionismo dell’impresa locale, senza così perdere le risorse economiche a disposizione nel territorio.