Ad Enna bassa parcheggio fantasma, ok per pecore e mucche
Enna-city - 11/12/2012
L’associazione “Enna Nostra” continuando il monitoraggio della città al fine di segnalare agli Amministratori comunali disfunzioni ed incongruenze, e per venire incontro ai cittadini che giornalmente segnalano vari problemi irrisolti che assillano la comunità, ha deciso, soprattutto sotto la pressione di studenti universitari, di attenzionare Enna Bassa. Un quartiere che, sotto certi aspetti, si può definire nato già vecchio. “Per il momento non entriamo nel merito delle scelte urbanistiche – dichiara Paolo Parrino – che, in seguito, saranno oggetto della nostra attenzione, ma vogliamo entrare nel merito dei parcheggi nella zona universitaria. Per area universitaria intendiamo quella vasta zona che oltre alle varie facoltà universitarie ingloba la piscina coperta, gli istituti superiori, il campo di atletica leggera ed altre strutture, compresa la nuova chiesa parrocchiale di S. Anna. Di tutte queste strutture, l’unica che sembra avere un adeguato parcheggio, almeno per l’ordinarietà, sembra essere l’ultima citata, cioè la chiesa. Tutte le altre in quanto a parcheggi sono in sofferenza. Così giornalmente le macchine dei fruitori dei vari servizi sono costretti, non per loro colpa, ma per uno stato di necessità, a parcheggiare lungo i bordi delle strade ed in curva creando uno stato di pericolo permanente che si aggrava tutte le volte che si presentano manifestazioni particolari, quali conferenze, lauree, ecc”. “Naturalmente – prosegue Paolo Parrino – non vale niente che alla prima segnalazione i vigili urbani corrono ad appioppare multe salatissime in quanto l’Amministrazione dovrebbe spiegare dove è possibile trovare un parcheggio, ragionevolmente in un raggio di un chilometro, a meno che non si voglia mettere in tasca la propria vettura. Per ironia della sorte, percorrendo le strade attorno all’area universitaria, l’unico parcheggio segnalato, con tanto di cartello che fa bella mostra di sé, risulta un parcheggio che, per quanto ci siamo sforzati di cercare, come abbiamo documentato con apposita fotografia, di fatto non esiste”. Intervenire, dunque, sarebbe opportuno visto che l’area esiste, ma bisogna adeguarla alla sua destinazione,vale a dire a parcheggio.