Enna. Consiglio Europeo per autentica unione economica e monetaria: nota dell’Assessore Zinna

Enna. Riunione del Consiglio Europeo per raggiungere un’autentica unione economica e monetaria: nota dell’assessore provinciale alle Politiche europee, Salvatore Zinna

“Si è in un una fase impegnativa per un avanzamento del processo di integrazione europea che sarà affrontata da oggi pomeriggio sino a domani 14 dicembre a Bruxelles nel Consiglio Europeo. Il documento in discussione riguarderà la relazione predisposta congiuntamente dai quattro presidenti (Consiglio Europeo, Commissione Europea, Banca Centrale Europea, ed Euro Gruppo), in cui si illustreranno gli strumenti necessari e le opzioni legislative per stabilire una tabella di marcia per ‘’ la creazione di un’autentica Unione economica e monetaria’’
Il programma dovrebbe indicare la direzione da seguire non solo nei prossimi mesi, ma anche nei prossimi anni sulla base delle indicazioni contenute nella comunicazione della Commissione europea ‘’ Piano per una UEM autentica e approfondita-Avvio del dibattito europeo’’ , in cui si delinea il percorso proponendo di bilanciare in ogni fase del cammino la maggiore responsabilità e disciplina economica richiesta ai vari Stati membri con più solidarietà e supporto finanziario. Nel medio termine di cinque anni si propone di affiancare alle politiche economiche e di bilancio, una capacità fiscale a livello di zona Euro, in modo di dotare l’Eurozona di risorse proprie prevedendo in particolare la creazione di un fondo destinato a ridurre il debito pubblico dei Paesi membri.
Tale proposta di condivisione del debito a livello di Eurozona dovrebbe assumere una particolare importanza in quanto consente di intervenire nella gestione della crisi, in cui si hanno squilibri di vedute insopportabili tra i Paesi con contraccolpi sempre più devastanti per i Paesi con maggiore indebitamento. Ma soprattutto si prospetta una apertura per la definizione sugli Eurobond nel medio termine, prevedendo la creazione di un Dipartimento del Tesoro Europeo e di un bilancio europeo rafforzato.
Chiaramente, sia pure con forte ritardo, si tenderebbe a realizzare quanto è stato previsto a suo tempo dall’ex presidente della Commissione J. Delors:”l’euro non è che un ponte gettato verso la federazione europea, in attesa che qualcuno vi ponga i pilastri, costituiti da una politica economica e monetaria unica”.
Il Presidente Giorgio Napolitano,nell’intervento tenuto il 21 novembre scorso all’Assemblea Nazionale francese ,ammoniva che “ procedere decisamente verso una più stretta integrazione economica e politica è divenuto un imperativo cui non si può sfuggire se si vuole riaffermare, in termini nuovi, il ruolo e l’avvenire del Continente (Europeo) in un mondo profondamente cambiato nel processo di globalizzazione e dallo spostarsi lontano dall’Europa il baricentro dello sviluppo mondiale e delle relazioni internazionali. Nessuno anche tra i più popolosi, ricchi e forti degli Stati dell’Unione può da solo scongiurare il rischio dell’odierno declino e dell’irrilevanza”.
Si tratta di superare l’incompletezza del processo di integrazione posto dal trattato di Maastricht e di pervenire ad un “Unione di bilancio” ed “ Unione bancaria”.
Necessita superare il dato preoccupante che attiene ai ritardi delle armonizzazioni nel campo economico, in quanto , in assenza di un regime fiscale comune, i consumi e i redditi delle persone fisiche e delle imprese saranno tassati diversamente a seconda degli Stati.
Da subito si impone di prevedere l’applicazione di regole che consentono lo scorporo totale o parziale del calcolo del deficit strutturale degli aggregati rilevanti ai fini delle verifiche del rapporto deficit / PIL delle spese per gli investimenti sostenuti dagli Stati membri nell’ambito di interventi finanziati cofinanziati dal bilancio dell’Unione Europea e dalla BEI. Ciò’ consentirebbe di evitare i limiti imposti dal’patto di stabilità’ con particolari riflessi positivi per il massimo utilizzo dei finanziamenti comunitari in particolare nelle regioni più’ svantaggiate , come il Mezzogiorno d’Italia e i nostri territori.
Contestualmente necessita rendere vincolanti, nel nuovo quadro di governance economica, gli impegni previsti dalla strategia Europa 2020” e del Patto “per la crescita dell’occupazione” approvato dal Consiglio Europeo del giugno scorso.
Chiaramente si tratta di prefigurare un governo economico della crescita mediante investimenti finalizzati allo viluppo dell’impresa e dell’occupazione per ridurre i divari di competitività e di sviluppo tra gli Stati membri e l’U.E.
In questo quadro per la vigilanza bancaria non è sufficiente il semplice il coordinamento in quanto la vigilanza deve essere regolata da decisioni comuni,particolarmente importante è l’impegno-sia pure limitato alle grandi banche di valenza sistemica- affidato alla Banca centrale Europea, per evitare che il conto lo paghino i contribuenti. La riforma del settore bancario, deve potere garantire l’ economia reale in modo di prevedere di estendere il finanziamento alle P.M.I. e alle altre imprese. Soprattutto necessita evitare che le banche non manipolino i tassi di interessi a danno delle imprese e di titolari di mutui in modo da trattare equamente i consumatori.
Più in generale è augurabile che in questo consiglio europeo si concretizzi realmente l’appello lanciato dal Presidente della Commissione Barroso nel suo discorso sullo ‘’stato dell’Unione ‘’a Strasburgo il 12 settembre scorso, a favore di una federazione di Stati nazione precisando di prevedere non un “Superstato’’ ma una Federazione democratica di Stati nazione in grado di affrontare i problemi comuni grazie ad una sovranità condivisa che permetta a ciascun Paese di controllare meglio i proprio destino”.