venerdì , Giugno 18 2021

Madonie. Ore 7.48 scossa M3.3 tra Enna, Palermo e Messina

Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.3 è avvenuto alle ore 07:48:23 italiane del giorno 19/Ago/2013 (05:48:23 19/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Madonie.

Event-ID 7229481880
Magnitudo(Ml) 3.3
Data-Ora 19/08/2013 alle 07:48:23 (italiane)
19/08/2013 alle 05:48:23 (UTC)
Coordinate 37.699°N, 14.261°E
Profondità 37.1 km
Distretto sismico Madonie

– Comuni tra 10 e 20km
ALIMENA (PA)
BOMPIETRO (PA)
GANGI (PA)
GERACI SICULO (PA)
PETRALIA SOPRANA (PA)
BLUFI (PA)
CASTEL DI LUCIO (ME)
ASSORO (EN)
CALASCIBETTA (EN)
ENNA (EN)
LEONFORTE (EN)
NICOSIA (EN)
NISSORIA (EN)
SPERLINGA (EN)
VILLAROSA (EN)

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Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.3 è avvenuto alle ore 15:36:50 italiane del giorno 18/Ago/2013 (13:36:50 18/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Costa_siciliana_settetrionale.
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Un terremoto di magnitudo(Ml) 2 è avvenuto alle ore 00:16:14 italiane del giorno 18/Ago/2013 (22:16:14 17/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Golfo_di_Catania.
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Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.4 è avvenuto alle ore 09:23:59 italiane del giorno 17/Ago/2013 (07:23:59 17/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Costa_siciliana_settetrionale.
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Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.4 è avvenuto alle ore 06:48:15 italiane del giorno 17/Ago/2013 (04:48:15 17/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Costa_siciliana_settetrionale.
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Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.2 è avvenuto alle ore 03:11:32 italiane del giorno 17/Ago/2013 (01:11:32 17/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Costa_siciliana_settetrionale.
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Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.1 è avvenuto alle ore 02:11:43 italiane del giorno 17/Ago/2013 (00:11:43 17/Ago/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Etna.
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Dopo le due forti scosse di terremoto che a Ferragosto hanno interessato il messinese e che sono state avvertite anche in diversi Comuni ennesi dei Nebrodi, torna la preoccupazione. Da giorno 15 sulla costa messinese e lungo la dorsale dei Nebrodi è stato registrato uno sciame sismico imponente, oltre un centinaio di scosse. Preoccupazione perché Nicosia, Sperlinga, Cerami e Troina sono i Comuni più vicini alla faglia dei Nebrodi, che è interessata da una forte attività sismica che nel novembre del 2009 ha registrato una scossa di magnitudo 3 della scala Richter, seguita una quarantina di secondi dopo da una seconda, con magnitudo 4.2 Richter uguale a quella che due giorni fa ha terrorizzato abitanti e turisti della costa tra Patti e Milazzo e che è stata avvertita anche nell’Ennese.
La faglia che interessa l’Ennese corre lungo la dorsale tra i Nebrodi e le Madonie. La zona dei Nebrodi considerata ad alto rischio sismico è quella al confine tra le province di Enna e Messina lungo la faglia che nel 1967 registrò una serie di movimenti che, il 31 ottobre di quell’anno, innescarono un violento terremoto che all’epoca provocò enormi danni. Per mesi nella stessa zona interessata dalla scossa che fu di magnitudo 5.5 della scala Mercalli, si registrarono decine di scosse di assestamento. Non ci furono morti, ma come risulta anche dagli atti della Commissione parlamentare dell’epoca i danni furono enormi con oltre il 75% degli edifici distrutti io gravemente danneggiati. All’epoca le stime sommarie dei danni furono di 5 miliardi di lire a Nicosia e di un miliardo a Cerami Comuni dove oltre l’80% degli immobili risultò danneggiato. La magnitudo di quel terremoto su scala Mercalli corrisponde all’incirca a 4.5 gradi della Richter.
Nel 2009 non si registrarono danni ingenti come nel 1967 perché gli edifici di oggi sono molto più resistenti anche se solo una minima parte risultano costruiti secondo le norme antisismiche. Lo sciame anche se non particolarmente intenso, da allora è proseguito e a gennaio di quest’anno si è registrata una scossa di magnitudo 3.7 con epicentro nell’ormai famigerato “triangolo” tra Cerami, Troina e Capizzi proprio lungo la faglia. Gli eventi più intensi sono sempre stati preceduti da movimenti registrati solo a livello strumentale.
La faglia dei Nebrodi è una delle più attive d’Italia, ma secondo il geologo Carlo Tansi del Cnr, negli ultimi anni c’è una recrudescenza della sismicità in tutta Italia, con un chiaro incremento lungo la fascia di contatto fra la placca africana e quella europea di cui fa parte la faglia nei Nebrodi che si estende all’intera Calabria al Pollino e a parte dell’Appennino fino all’Aquila e alla Pianura Padana.
Sperlinga Nicosia, Troina, e Cerami si trovano praticamente sulla faglia e si tratta di Comuni dove solo da una ventina di anni a questa parte si costruisce seguendo le norme antisismiche, che tuttavia a causa della conformazione stessa dei territori non sempre garantiscono che un edificio non crolli. Spesso di costruisce in zone geologicamente instabili, ai piedi di picchi o su terreni dove negli anni sono stati deviati corsi d’acqua e cancellati canali dove convogliavano le acque piovane, con la conseguenza che, in caso di forte terremoto, anche se l’edificio regge, a rischio di cedimento è il terreno su cui poggia. Inoltre si tratta di Comuni dove non sono mai state eseguiti interventi di risanamento dei centri storici che rischiano di sbriciolarsi con una scossa sopra i 5 gradi di magnitudo.