Raffica di controlli e multe nei locali della movida leonfortese

Leonforte. Lamentele, critiche, proteste avevano caratterizzato l’inizio delle attività musicali della movida leonfortese. Creavano parecchio disturbo e le persone hanno presentato regolare protesta per cui c’è stata maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine. I controlli ci sono stati ed a questi sono succedute multe nei confronti di quegli esercizi commerciali che non hanno rispettato le indicazioni date dal Commissariato leonfortese e dalla stazione dei carabinieri. I continui controlli di Polizia e carabinieri hanno “pescato” tre esercizi pubblici, accusati e sanzionati perché tenevano il volume troppo alto dei loro spettacoli musicali. Praticamente i locali di corso Umberto, che avevano dato il via alla movida, sono stati “pescati” con musica oltre il consentito ed i vigili urbani, intervenuti assieme agli agenti del commissariato e dei carabinieri hanno proceduto ad emettere le relative sanzioni amministrative con l’aggiunta delle sanzioni per l’occupazione abusiva del suolo pubblico, i tavolini, infatti, secondo i vigili urbani avrebbero occupato un’area maggiore rispetto a quanto i titolari non fossero autorizzati. Ovviamente si tratta di multe di poche centinaia di euro, ma il problema è che i controlli ci saranno sempre perché le lamentele sui disturbi della quiete pubblica sono tante. Tutto è iniziato dalle proteste scritte di Santo Laneri, presidente dell’associazione antiusura Falcone e Borsellino, sottofirmate da tante famiglie che abitano in corso Umberto e che lamentavano la scarsa tranquillità . “La situazione adesso si è normalizzata e siamo soddisfatti dell’intervento delle forze dell’ordine – ha dichiarato Santo Laneri –. Dispiace che siano state elevate delle contravvenzioni. In una situazione come questa, che intaccava la tranquillità di tanta gente, non potevamo lasciare soli i residenti”. Ovviamente si spera dall’altro canto che la movida leonfortese continui perché si tratta di sano divertimento ed anche di movimento del commercio, ma tutto deve essere fatto nel rispetto della legge e delle persone”.