Piazza Armerina. Appropriazione indebita soldi della scuola, chiesto patteggiamento da parte di Delle Cave

Enna. Giovanni Delle Cave, ex direttore amministrativo dell’istituto per Geometri Leonardo da Vinci di Piazza Armerina, nel corso dell’udienza preliminare sulla vicenda che lo ha visto assieme al preside della stessa scuola Giovanni Scollo, essere accusato di avere preso dei soldi della scuola per effettuare viaggi di piacere all’estero, ha chiesto il patteggiamento. Gli agenti della squadra mobile nel corso delle indagini hanno scoperto che Giovanni Delle Cave, assieme all’ex dirigente scolastico Giovanni Scollo, avrebbe prelevato in nove anni, una ingente somma dalla cassa dell’istituto con false determine di pagamento. L’istanza di patteggiamento di Delle Cave, che ha già reso confessione nel contempo indicando in Scollo il complice nel prelievo del denaro dalle casse dell’istituto per effettuare questi viaggi all’estero. Giovanni Scollo respinge con forza queste accuse, dichiarando che molti certificati di pagamento portavano sue firme false. La richiesta di patteggiamento è stata depositata dal difensore, avvocato Giovanni Palermo, con il parere favorevole del pm Marco Di Mauro, che già aveva chiesto il rinvio a giudizio di Delle Cave e di Scollo, ma anche di un terzo indagato, R.T., accusato solo di presunta aggressione, assieme a Scollo, ai danni di Delle Cave. A sua volta R.T. accusa Delle Cave, di averlo minacciato armato di un bastone che si usa nelle arti marziali. Scollo e R.T. sono difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Marco Di Dio Datola. L’udienza preliminare viene presieduta dal Gup Elisabetta Mazza. I difensori di Scollo hanno chiesto un breve rinvio, che è stato accolto dal Gup Elisabetta Mazza, che dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di patteggiamento di Delle Cave. Scollo e Delle Cave, dopo le indagini della squadra Mobile, sono accusati di peculato perché avrebbero usato circa 300 mila euro tra il 2001 e il marzo del 2010, prelevati dalle casse della scuola, utilizzando 55 “falsi mandati di pagamento”, dichiarando i soldi servivano per pagare Irpef, Tarsu, acqua, luce o per liquidazione di compensi personale Ata o per spese Pon, o per rimborsi di spese di missione.