Enna. Preoccupazione delle due operaie sottoposte a molestie sessuali dopo scarcerazione del molestatore

Le due operaie ennesi che lavorano in un’azienda di pulizie e che hanno denunziato il loro coordinatore U.L.F. di 45 anni perchè li avrebbe sottoposte a molestie sessuali, palpeggiamenti e proposte oscene, oltre che minacce per il loro rifiuto, sono preoccupate perchè il coordinatore, dopo essere stato arrestato dagli agenti della squadra Mobile e posto ai domiciliari, ora è stato scarcerato, anche se gli hanno imposto di tenersi lontano dal luogo dove lavorano le due donne. Assistite dal loro avvocato, Marcella Lo Giudice, hanno voluto portare alla luce la loro storia perché sono molto preoccupate da possibili ritorsioni da parte dell’uomo, che, in questa vicenda, viene difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Vetri, ed anche per replicare ad alcune affermazione fatte dal coordinatore che voleva scaricare tutto sulle due donne, dicendo che avevano fatto tutto per ripicca ed una di loro si era fatta convincere dalla compagna. Una delle due donne ha raccontato di avere subito per cinque anni palpeggiamenti continui, continue vessazioni fatte sul posto di lavoro, con la minaccia di essere licenziata e lei non poteva permetterselo essendo separata ed avendo dei figli da mantenere. Proprio pensando ai figli ha trovato il coraggio di recarsi presso la squadra Mobile e denunziare quello che era avvenuto. Cinque anni di inferno, di continue resistenze e anche continue minacce, ed ad un certo punto la donna si è recata presso la Cgil per chiedere come doveva comportarsi per liberarsi da questo continuo incubo. I rappresentanti del sindacato le hanno consigliato non solo di non licenziarmi perché era un posto di lavoro ed andava difeso a tutti i costi, ma soprattutto di denunziare quello che aveva subito in cinque anni. La donna si è anche recata al Cav, il centro antiviolenza della provincia, che le ha messo a disposizione un supporto psicologico, di cui ho avuto bisogno, ed ha avuto una prima consulenza legale. Dopo questo conforto anche l’altra donna si è associata nella denunzia ed ora hanno deciso di rendere ufficiale questa denunzia. “Le mie clienti – ha dichiarato l’avvocato Lo Giudice – hanno deciso di rendere una dichiarazione ufficiale e pubblica perché hanno vissuto in uno stato di isolamento psicologico. La revoca della misura cautelare e la liberazione del coordinatore li ha decisamente preoccupate ed hanno molta paura. Il loro obiettivo è quello di far conoscere i fatti in attesa che la giustizia faccia il suo corso”.