mercoledì , Luglio 28 2021

Made in Sicily Burocratico. Edili Cgil Enna invitano Presidente della Repubblica a visitare la provincia tutta

provincia enna sicilia“Caro Compagno Signor Presidente Giorgio Napoletano, mi chiamo Alfredo Schilirò, sono un cittadino della Repubblica Italiana e ho il piacere di rappresentare gli edili della Cgil, essendo il Segretario Generale Pro Tempore della Fillea Cgil di Enna. Mi permetto di scriverLe queste poche righe per invitarLa a visitare la Provincia di Enna o meglio la ex Provincia Regionale di Enna” così inizia la lettera inoltrata al Presidente della Repubblica dal rappresentante sindacale ennese.
Alfredo Schilirò così continua nella sua lettera di invito: “Desidero farLe conoscere le nostre bellezze architettoniche e monumentali, il nostro paesaggio, e farLe respirare un pò di aria di Sicilia. Con grande orgoglio spero di rappresentare al meglio gli operai edili, le loro necessità, i loro bisogni e cerco di tutelare nel migliore dei modi i loro diritti. Nell’attuale momento storico questi lavoratori vivono nell’incertezza più assoluta, vivono nella propria solitudine e si sentono abbandonati dalle istituzioni. Con l’ultima riforma delle pensioni, i lavoratori e anche gli operai edili dovranno andare in pensione a 67 anni e mi chiedo, Caro Presidente, come può “arrampicarsi” su un ponteggio un lavoratore a 60, a 63 o a 67 anni? E come può trovare lavoro un lavoratore se già a 50 anni è considerato troppo anziano per questo lavoro? In Sicilia in edilizia si sono persi 70.000 posti di lavoro negli ultimi 5 anni, le gare d’appalto sono ridotte al lumicino, assistiamo a un calo del 50 per cento della massa salari. Per quanto riguarda la situazione in provincia di Enna, i dati evidenziano un vero e proprio bollettino di guerra. Dal 2008 ad oggi riscontriamo una diminuzione della massa salari di circa 8 milioni di euro, una riduzione di lavoratori ben consistente, si passa dai 4103 operai attivi del 2008 per ridursi a 3016 nel 2011, con un’ulteriore calo di 1000 unità nel 2013 e con la scomparsa del 15% di imprese edili.
E… il lavoro per gli operai edili ci sarebbe!!!

Alfredo Schilirò
Alfredo Schilirò

Si potrebbe creare occupazione per edili, carpentieri, muratori, falegnami, idraulici, elettricisti, fabbri intervenendo nel settore dell’edilizia residenziale pubblica. Basti pensare che in Provincia di Enna il patrimonio edilizio pubblico ammonta a circa 2500 alloggi. Tali alloggi sono principalmente di proprietà dello IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), ma anche di proprietà comunale e della Regione Siciliana.
Qualche mese fa un nostro compagno, Michele, con moglie e 3 figli a carico, disoccupato e senza un’abitazione, proprio perché non gli veniva concessa la casa popolare, si è dato fuoco ed è deceduto!!! Tutto Normale!!!
Onorevole Presidente, noi della Fillea Cgil di Enna La aspettiamo…
Potrà atterrare all’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania, cenere vulcanica dell’Etna permettendo, o dovrà atterrare a Comiso anche se pur tuttavia il percorso per raggiungere Enna, da questo scalo aereo-portuale, è abbastanza tortuoso e lungo. Sa, Presidente, i cinesi in territorio ennese volevano costruire un aeroporto intercontinentale… ma qualcuno disse : “Questa cosa non s’ha da fare” e l’aeroporto fu solo un’illusione!!!
Una volta giunto in Provincia di Enna possiamo farLe visitare il museo Archeologico di Centuripe, anzi no, non è possibile perché la struttura iniziata nel 1950 è stata inaugurata negli anni 2000 ed oggi è chiusa per manutenzione ed adeguamento dell’edificio alle norme di sicurezza e conoscendo il Made in Sicily Burocratico verrà riaperto fra 5 o 10 anni.
Dopo di che, potrebbe recarSi da Centuripe a Troina, che è stata la prima capitale Normanna di Sicilia, ma, pensandoci bene non è possibile, perché la S. P. 41 che collega Centuripe con Catania e con la piana degli agrumeti, che è la stessa via di comunicazione con Troina, è chiusa al traffico per uno smottamento e chissà quanto verrà riaperta… forse fra 5 o 10 anni. Per non parlare della strada 575 per Troina che è ridotta ad un colabrodo…
Pertanto dovremmo farLe fare un altro percorso più lungo. Dovremmo prendere l’autostrada Catania-Palermo e uscire ad Agira. Sarebbe bello farLe visitare prima di Troina il paesino di Gagliano Castelferrato con il castello rupestre, dove nel 263 A. C. si accamparono le milizie dei consoli Romani Attilio Grasso e M. V. Massimo.
Ma non si può…!!! La strada che collega l’autostrada con Gagliano e Troina è chiusa al traffico da ben 5 anni. E chissà quando il Made in Sicily Buracratico… la riaprirà!!!
Caro Presidente desidererei farLe visitare anche il più grande invaso artificiale della Provincia di Enna, il lago Pozzillo di Regalbuto. In questo territorio doveva nascere il più grande Parco di Divertimenti di Sicilia!!!…,
Avevano anche messo la prima pietra… ma è rimasta solo la pietra!!!…
Pertanto dovremmo cambiare itinerario e farLe visitare il museo archeologico di Aidone il quale ospita la maestosa e imponente Dea di Morgantina, sperando che nella strada che ci conduce ad Aidone non si incontrano 2 Tir e un Bus perché così allora si creerebbe il caos.
Successivamente potremmo recarci a Piazza Armerina per visitare l’incantevole centro storico e la Villa Romana del casale ma… sarà un pò difficile anche perché penso che le auto del corteo presidenziale non sono equipaggiate per il Camel Trophy di Sicilia…
E’ proprio così caro Presidente… difatti la strada provinciale che collega l’autostrada a Piazza Armerina è chiusa al traffico per uno smottamento, di conseguenza il traffico veicolare è stato dirottato per un’altra strada dissestata dove ci sono stati anche incidenti con vittime.
Caro Presidente, per noi dell’entroterra Siculo, queste cose sono la Normalità!!!
La suddetta strada è chiusa al traffico da 10 anni !!! I lavori per mettere in sicurezza la strada principale sono bloccati dal Made in Sicily Burocratico e gli operai edili non riescono a trovare lavoro!!!
Potremmo anche visitare Nicosia, ricca e fiorente cittadina durante i Greci, i Normanni e gli Arabi. Durante la dominazione Spagnola, Nicosia ricevette la visita dell’Imperatore Carlo V D’Asburgo al quale gli artigiani del luogo regalarono un trono in legno e ancora oggi il paese di Nicosia è rinomato per le fabbriche del mobile.
Ma dovremmo pensare, Caro Presidente, da dove potremmo recarci a Nicosia perché da Enna non si può, visto che la strada che collega il capoluogo a Nicosia passando per Calascibetta, è chiusa al traffico da diversi mesi e chissà quando il Made in Sicily Burocratico avvierà le procedure per riaprirla!!!
cgil filleaPer poterci arrivare in breve tempo, potremmo percorrere la cosiddetta Altesina … ma non si può perché Ella, Caro Presidente, dovrà farsi accompagnare dai carri armati dell’esercito, visto com’è ridotta quest’altra strada!!! Quindi dovremmo per forza andarci da Leonforte e così potremo gustare le dolcissime pesche leonfortesi. Al ritorno da Nicosia non potremmo visitare Agira perché nella strada che collega Nicosia-Agira si rischia il salto in alto o il salto nel vuoto!!!
Infine dovrebbe, caro Presidente, visitare il Capoluogo, Enna e in particolare visitare l’imponente Castello di Lombardia, imponente in quanto gli fece dare a Enna l’appellativo di Urbs Inexpugnabilis… inespugnabile a tutti gli effetti perché se piove a Enna per più di 3 giorni frana un’importante strada e la città viene isolata, inespugnabile perché la strada cosiddetta Panoramica è crollata e ancora oggi, dopo 6 anni non sono iniziati i lavori stritolati dal Made in Sicily Burocratico…
Dovrebbe, Illustre Presidente, farci sapere però quando vorrà venirci a trovare perché desidereremmo fortemente farLe visitare i siti archeologici che vengono scavati ma, per mancanza di custodia, vengono ricoperti; quindi, ci faccia sapere quando verrà in modo da farLe trovare i siti scoperti e senza erbacce!!!.
Lo so, caro Presidente sarà dura, ma ce la faremo… io ci tengo che Lei venga per vedere le bellezze di cui Le ho parlato fino ad adesso, ma anche per gustare il piacentino ennese, il profumato olio nicosiano, le arance di Centuripe, le gustose mandorle di Barrafranca ecc…
Le ho elencato, Onorevole Signor Presidente, buona parte delle nostre bellezze, delle nostre ricchezze e c’è ne sarebbero delle altre, ma che per brevità non ho potuto illustrare.
Il nostro territorio è ricco ma nonostante tutto, la nostra è la provincia più degradata, la più depressa del Sud Italia.
Ripeto, Caro Presidente, sarà un’impresa difficile ma ci attrezzeremo magari potremmo percorrere insieme questi nostri comuni attraverso gli asini o come si chiamano qui da noi “ i scecchi”. Si chiamano così perché durante la dominazione araba, quando i siciliani vedevano arrivare gli Sceicchi con gli asini non li chiamavano com’è giusto chiamarli ma li chiamavano i “Scecchi”.
Noi, Caro Presidente, vorremmo fermamente che la situazione in questa nostra terra, cambiasse perché vorremmo essere cittadini d’Europa come i popoli nordici e non … Scecchi!!!”.