La “diversità” fa bene alle aziende

MILANO (ITALPRESS) – La differenze, non solo di genere, ma anche di età, nazionalità, etnia, orientamento sessuale, stato sociale e religione, sono un valore aggiunto e spesso fanno la differenza in tutti i campi, da quello lavorativo a quello universitario. E’ per cercare di dare anche un valore empirico a questo concetto, che l’Università di Milano Bicocca ha lanciato la ricerca “Dalle gender alle diversity quotas”, i cui risultati sono stati illustrati nell’ateneo milanese. Esplorando gli organi di direzione di una serie di aziende e utility lombarde, la ricerca ha messo in evidenza un positivo incremento della presenza femminile, che raggiunge un terzo dei componenti dei Consigli d’Amministrazione. In crescita anche la quota di donne nei Cda, che nelle grandi aziende raggiunge addirittura il 42%. Le donne presidenti di Cda rappresentano circa l’11% del totale.
Segnali interessanti attengono alle evidenze sull’età anagrafica (si riduce l’età media dei membri dei board), che vedono una composizione diversificata in particolare nelle imprese piccole e in quelle guidate da una presidenza femminile, nonché una buona commistione nei titoli di studio dei membri del Cda che include profili economici e giuridici, ma anche profili come lauree umanistiche. In generale, emerge una crescente attenzione verso l’adozione di misure di diversity management, volte principalmente a favorire la conciliazione casa-lavoro dei dipendenti. “Il Gender diversity è un tema essenziale per la nostra università. Il mio desiderio come rettrice è quello di permettere ad ogni membro della nostra comunità, che è di 40mila persone, di sviluppare la propria individualità, di esprimere sé stesso e di sentirsi a proprio agio all’interno di questo ateneo.
Il tema della sostenibilità umana deve essere colto nella sua pienezza” ha spiegato all’Italpress Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano Bicocca.
(ITALPRESS).