venerdì , Gennaio 22 2021

Ad Enna dei vaccini antinfluenzali non si vede neanche l’ombra

La campagna vaccinale doveva iniziare quanto prima, si parlava del 4-5 ottobre, proprio in virtù della situazione particolare di quest’anno, ma nonostante gli annunci, a parte i primi lotti che sono stati distribuiti ai medici di famiglia, ad oggi a Enna dei vaccini non si vede neanche l’ombra. Così, mentre i numeri dei contagi da Coronavirus fanno registrare una preoccupante ascesa a Enna e provincia, molti sono fortemente preoccupati del ritardo per la consegna dei vaccini antinfluenzali non solo agli studi medici, ma anche alle farmacie. Per quanto ci riguarda abbiamo provato a contattare il nostro medico di fiducia già a metà ottobre e la risposta è stata: “Sono stati distribuite poche dosi e sono finite, chiami dopo i morti”. Alla chiamata di ieri, la risposta sconsolata del medico: “Ancora niente, sentiamoci fra qualche giorno”. Non ci siamo arresi e siamo andati alla ricerca del vaccino chiamando alcune farmacie. “Finora non abbiamo nessuna comunicazione e traccia dei vaccini”, è stata la risposta della prima. “Non sappiamo se e quando arriva”, dice la seconda; a farci desistere a continuare a chiamare è stata la risposta del terza farmacia: “Non si affanni a telefonare ad altri colleghi – dice il farmacista –, tutti siamo sprovvisti”. Insomma, sono stati distribuite da parte dell’Asp dosi insufficienti e chissà quando ancora dovremo aspettare, noi poveri anziani, per la distribuzione delle altre. Abbiamo provato a chiamare telefonicamente la direzione dell’Asp per avere notizie, ma non ci siamo riusciti, nonostante numerosi tentativi. Però sul sito ufficiale dell’azienda ci siamo imbattuti in un comunicato, a firma del direttore generale Francesco Iudica, del direttore sanitario Emanuele Cassarà e della dottoressa Sabrina Cillia, che parla di uno “scenario di guerra che” sono “chiamati a combattere”. Nel lungo comunicato si citano due vicende, una delle quali ci riguarda da vicino, ed è la dolorosa “morte dei primi due pazienti ennesi COVID di questa seconda ondata pandemica” (ndr ai due si aggiungono altri due nella giornata del 9 novembre) . “La morte dei due vecchietti, e non per questo meno dolorosa – si legge -, è la dimostrazione che la tragedia ci riguarda, non è un fatto mediatico che tocca altri e non noi, che essa è dietro l’angolo e che siamo chiamati a compiti straordinari per il cui svolgimento occorre un impegno ugualmente straordinario, ma soprattutto una visione nuova che rivoluzioni il nostro pensare ed agire quotidiano. Altrimenti la tragedia, che è oggi di due famiglie, lo sarà di una intera comunità provinciale. E sarà inutile illudersi che i destini di una città possano essere separati da quelli di un’altra; solo insieme potremo vincere questa guerra e se la perdessimo, nessuna città si salverà: insieme o vinciamo o periamo”. Allora se “insieme vinciamo o periamo”, chiediamo ai dirigenti Asp: se la vicenda dei quattro morti ci riguarda, non ci dovrebbe riguardare ancora di più la salute di quegli anziani che tardano ad essere vaccinati? La verità è che il ritardo della Sicilia e di conseguenza dell’Asp di Enna nella consegna dei vaccini antinfluenzali è ancora più imbarazzante della morte se non si è in grado di evitare o scongiurare la coesistenza del virus con quello influenzale stagionale. Intanto, nonostante la prevenzione diventi essenziale in tempi di pandemia, il vaccino contro l’influenza, a quanto pare, non manca solo in Sicilia e a Enna, ma addirittura in gran parte della Penisola. C’è, però, solo un luogo dove disservizi e ritardi sembrano non esistere. È la Camera dei Deputati, dove i vaccini antinfluenzali e i testi rapidi per sapere se si è positivi al Covid saranno disponibili per tutti (giornalisti compresi) . L’indiscrezione è stata pubblicata da Affari Italiani. Nell’articolo a firma di Marco Antonelli si legge: “Peccato però che questa efficienza non ci sia anche nel resto d’Italia dato che troppo spesso la vita al cittadino comune viene resa impossibile da file interminabili presso i “drive in” piuttosto che dalla scarsità dei vaccini antinfluenzali disponibili nelle farmacie”. Insomma, dal sud al nord Italia il vaccino antinfluenzale è spesso un miraggio ma non, evidentemente, per la casta che molto comodamente, e su appuntamento, potrà usufruirne. Giacomo Lisacchi

Giacomo Lisacchi