Processo canonico a Rugolo, legale Curia, “vescovo non estromesso dal procedimento”
Enna-Cronaca - 21/07/2025
Il legale della Curia di Piazza Armerina, l’avvocato Gabriele Cantaro, replica alle dichiarazioni riferibili ad Antonio Messina ed al suo consulente, l’avvocato Alessandro Camedda in merito al ruolo assunto dal vescovo, Rosario Gisana, nel procedimento canonico a carico di don Rugolo, ridotto dai giudici ecclesiastici allo stato laicale con una sentenza di primo grado.
La vicenda
In particolare, secondo l’archeologo ennese, dalla cui denuncia è poi scaturita la condanna per violenza sessuali a danno di minori a 3 anni per il sacerdote emessa dalla Corte di Appello di Caltanissetta, ed il suo legale, “la diocesi di Piazza Armerina è stata estromessa da questo processo stragiudiziale data la sua posizione e quella del suo vescovo”.
La replica dell’avvocato Cantaro
“Le dichiarazioni recentemente – dice l’avvocato Cantaro – rilasciate dal signor Antonio Messina e dal suo consulente canonistico, avvocato Camedda, sono destituite di ogni fondamento, né il primo né il suo consulente hanno avuto alcun ruolo, né avrebbero potuto averlo secondo la stessa legge canonica, nel procedimento che ha portato alla condanna di don Rugolo; quanto affermato da entrambi, in ordine alla pretesa “estromissione” della Diocesi e del suo Vescovo, oltre ad essere assolutamente falso in punto di fatto, non rispecchia nemmeno quanto dettato dalla normativa canonica che regola lo svolgimento del procedimento penale amministrativo, celebrato da organi delegati dal Vescovo e non da una non meglio individuata “Commissione” per come dagli stessi affermato. Il tentativo di mistificare tale semplice ed inoppugnabile realtà avanti all’opinione pubblica appare velleitario e persino imbarazzante per chi lo ha posto in essere”.