Randagismo, 3,5 milioni dalla Regione ai Comuni: Enna tra costi, canili e volontari

La Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro per sostenere i Comuni nell’affrontare le spese legate alla gestione e al ricovero degli animali randagi. Le risorse, previste per il 2026, saranno ripartite sulla base delle spese sostenute nel 2025 per l’ospitalità dei cani nelle strutture pubbliche o private convenzionate, con l’obiettivo di garantire una gestione più attenta e dignitosa del benessere animale. 

La posizione di Luisa Lantieri

In una nota diffusa sui propri canali, la deputata regionale di Forza Italia, Luisa Lantieri, ha sottolineato l’importanza di questo stanziamento come sostegno concreto alle amministrazioni locali, impegnate da anni nella gestione di una problematica complessa. «Dietro ogni rifugio non ci sono solo numeri e risorse economiche, ma soprattutto persone», ha dichiarato Lantieri, evidenziando il ruolo fondamentale dei **volontari che, quotidianamente, si dedicano alla cura e all’assistenza di cani e gatti spesso in condizioni difficili». «A loro va il mio ringraziamento più sincero: sono il vero motore, il cuore pulsante di tutto questo sistema», ha aggiunto. 

Il fenomeno del randagismo ad Enna e nella sua provincia

Il problema del randagismo è particolarmente avvertito anche a Enna e nei comuni limitrofi, dove associazioni animaliste, volontari e istituzioni locali portano avanti progetti di cura, accoglienza e controllo della popolazione animale. Inoltre, lo scorso anno sono giunte alla redazione di ViviEnna segnalazioni sulla presenza di cani randagi in alcune vie della città, piuttosto frequentate dalle famiglie.

Iniziative e strutture locali

Una delle iniziative più significative è il progetto del rifugio “Palle di Pelo”, promosso dalla sezione locale dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali). Si tratta di un centro di prima accoglienza per animali randagi soccorsi sul territorio, con aree per la nursery, box di isolamento, spazi di sgambamento e infermeria, nato per ospitare temporaneamente i cani in attesa di sterilizzazione, cure e adozione. 

Dal marzo 2022, Enna ospita anche una clinica veterinaria pubblica dell’ASP, nata dalla trasformazione di locali di un ex ospedale. Questa struttura è attiva nel fornire servizi sanitari, microchippatura e sterilizzazione di cani randagi provenienti da tutta la provincia, permettendo interventi chirurgici, diagnostica e primo soccorso anche per animali feriti o malati. 

I dati dell’Asp di Enna

Secondo il bilancio dell’Azienda Sanitaria Provinciale, dalla nascita della clinica sono state effettuate oltre 3.000 identificazioni tramite microchip e 505 interventi di sterilizzazione e castrazione di cani randagi (150 nel 2022, 245 nel 2023 e 110 nel 2024), oltre a cure veterinarie e interventi di ortopedia. 

A livello amministrativo, l’ASP di Enna ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Comune di Barrafranca per promuovere l’identificazione degli animali, il controllo di nascite tramite cattura e sterilizzazione, e la riduzione degli ingressi nei rifugi attraverso l’incentivazione alle adozioni e campagne informative rivolte ai cittadini. 

Criticità e impegni civici

Nonostante questi progressi, la realizzazione di un canile comunale restava per anni una richiesta forte da parte di cittadini e associazioni, con petizioni per inserire la costruzione di una struttura sul territorio tra le priorità dell’agenda politica locale. Il progetto prevedeva locali attrezzati, sale operatorie e la possibilità di ospitare fino a circa 400 cani, oltre a spazi per le associazioni animaliste. 

Inoltre, nel passato recente sono state emanate ordinanze comunali che puntano all’identificazione obbligatoria dei cani domestici e a campagne di controllo dei randagi, con l’obiettivo di arginare fenomeni di abbandono e migrazioni di animali dalle campagne al centro urbano. 

L’adozione dei cani

Il Comune di Enna ha promosso l’adozione dei cani con il riconoscimento di un contributo economico annuo per le spese di acquisto di cibo, antiparassitari, accessori e prestazioni sanitarie.

Cosa prevede il contributo: per ogni cane adottato del Comune di Enna presente presso il canile convenzionato da almeno 9 mesi, regolarmente microchippato e sterilizzato, verrà riconosciuta una somma di Euro 600,00 all’anno. Questo contributo è destinato a coprire le spese di acquisto di cibo, antiparassitari, accessori e prestazioni sanitarie.

Il quadro regionale e nazionale

Secondo i dati trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute relativi al 2022, la Sicilia ha riportato 7.537 ingressi nei canili sanitari e circa 2.952 cani dati in adozione, oltre a oltre 5.399 sterilizzazioni di gatti attraverso servizi sanitari regionali.  È però difficile ottenere numeri aggiornati e omogenei per tutte le province siciliane, tra cui Enna, a causa della mancanza di una raccolta e trasmissione costante dei dati a livello regionale.