Le ragioni del Sì al referendum in un dibattito al Neglia, Camera penale Enna: riforma necessaria
Enna-Cronaca - 09/02/2026
“L’Unione Camere Penali Italiane, è tra i soggetti promotori della riforma della separazione delle carriere dei magistrati ancor prima che dei comitati del sì del referendum del 22 23 marzo 2026”. Lo afferma il presidente della Camera penale di Enna, l’avvocato Sinuhe Curcuraci, che rivendica il ruolo dei penalisti italiani in questa riforma, “nell’ottica “del miglioramento del servizio giustizia”.
Il dibattito al Teatro Neglia
Del referendum e delle ragioni del Sì si discuterà il 13 febbraio alle 18 al Teatro Neglia di Enna nel corso del convegno dal titolo “Giustizia: Referendum sulla separazione delle carriere- perché votare Sì”
Ci saranno lo stesso presidente della Camera penale di Enna, gli avvocati Dario Alfieri, Presidente dell’Aiga – associazione giovani avvocati di Enna –, Gianpiero Cortese del Dipartimento penale movimento forense, Giuseppe Milano, rappresentante distrettuale dell’Organismo congressuale forense. A moderare il dibattito sarà l’avvocato Giuliana Conte, segretaria della Camera penale di Enna. Ci saranno anche gli interventi di Felice Giuffrè, docente di diritto costituzionale dell’Università di Catania e membro del Csm, Carmen Giuffrida, giudice del Tribunale dei minorenni di Catania, e Giuseppe Dacquì, penalista, consigliere del Coa di Caltanissetta
I rischi della disinformazione
Secondo il presidente della Camera di Penale di Enna, incarnando il pensiero dell’associazione, “la disinformazione ed il voler per forza dare una connotazione ideologica e politica rischia di alterare il contenuto della riforma”, da qui la decisione da parte dei penalisti di “non farsi risucchiare nel dibattito politico”
Curcuraci: “La riforma rinforza il sistema della giustizia”
“Questo evento organizzato -dice il presidente della Camera penale di Enna, Sinuhe Curcuraci per il prossimo 13 febbraio presso il Teatro Neglia insieme alle altre associazioni forensi, Aiga e Movimento Forense e’ teso a spiegare sotto un profilo tecnico, comprensibile anche a chi non ha una specifica formazione tecnica l’oggetto della riforma e del prossimo referendum e le ragioni per le quali a nostro giudizio la riforma rinforza il sistema della giustizia, le garanzie costituzionali di indipendenza della magistratura e conduca ad un processo più equo, in linea con democrazie liberali”.
“Questa è una battaglia di libertà – aggiunge l’avvocato Curcuraci – non di potere che mira anche a combattere il correntismo all’interno del CSM per avere più trasparenza. Per questo abbiamo scelto di avere un tavolo di relatori bilanciato, in cui si avvicenderanno un docente di diritto costituzionale che é anche membro del CSM, un magistrato che ha svolto sia la funzione requirente che giudicante e un avvocato penalista, con la speranza che possa servire a chi oggi è indeciso e a chi ha solo dei preconcetti ideologici”