Violenza di genere ed il caso Scialfa, la Banca del Tempo denuncia pregiudizi e stereotipi
Enna-Cronaca - 17/04/2026
Un fenomeno sempre più allarmante, radicato in stereotipi culturali e pregiudizi difficili da sradicare. È il quadro emerso durante l’incontro “Il labirinto del pregiudizio: dagli stereotipi alla violenza”, organizzato dalla Banca del Tempo, che ha riunito esperti di ambiti diversi per analizzare le cause profonde della violenza di genere.
L’iniziativa ha proposto un approccio multidisciplinare, mettendo a confronto competenze mediche, giuridiche e criminologiche, con l’obiettivo di offrire strumenti di lettura e prevenzione più efficaci.
Il caso Scialfa e l’analisi degli esperti
Al centro del dibattito il caso di Vanessa Scialfa, uccisa nel 2012, scelto come esempio emblematico per riflettere sulle dinamiche che portano al femminicidio, a 14 anni dai fatti.
Secondo il medico legale Simone Bongiorno, l’analisi tecnico-scientifica è essenziale per ricostruire gli eventi e comprendere le motivazioni alla base dei reati. Dario Alfieri, avvocato e presidente Aiga Enna, ha invece sottolineato la necessità di rafforzare gli strumenti normativi e la consapevolezza delle donne sui propri diritti, chiedendo al contempo un impegno più incisivo delle istituzioni sul fronte della prevenzione.
Cultura e prevenzione contro la violenza
Per la criminologa Martina Alerci è fondamentale indagare le dinamiche psicologiche e sociali che alimentano la violenza, intervenendo sui modelli culturali distorti che perpetuano la disparità di genere.
“Promuovere consapevolezza è il primo passo per contrastare il fenomeno”, ha evidenziato la presidente della Banca del Tempo, Rita Lo Giudice, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione e di costruire un impegno concreto e continuativo contro ogni forma di violenza.