Enna, al Festival del libro il racconto del villaggio dove ebrei e palestinesi vivono in pace

 Si è chiusa nel segno del dialogo e della speranza la XV edizione del Festival del libro e della lettura “Il sasso nello stagno”. L’evento conclusivo ha visto protagonisti gli studenti degli istituti comprensivi “Santa Chiara” di Enna e “Verga” di Calascibetta, collegati in videoconferenza con la giornalista e scrittrice Giulia Ceccutti.

Al centro del dibattito il volume “Respirare il futuro. La sfida di Neve Shalom Wahat al-Salam”, un reportage che racconta l’esperienza dell’unico villaggio in Israele dove famiglie ebree e palestinesi hanno scelto di vivere fianco a fianco da oltre cinquant’anni.

 “Il libro nasce da interviste dirette agli abitanti”, ha spiegato Ceccutti, dell’associazione italiana Amici di Neve Shalom. “Frequento questa realtà dal 2009: è un laboratorio di democrazia dove l’identità dell’altro non è un ostacolo, ma un valore”.

Il modello educativo e la scuola della pace

Durante l’incontro è emerso il valore del sistema educativo del villaggio, che ospita asilo, scuola dell’infanzia e primaria. Le classi sono rigorosamente paritarie, con un numero uguale di alunni ebrei e palestinesi e insegnanti bilingue che utilizzano sia l’ebraico che l’arabo. Un modello che attira anche studenti dalle comunità limitrofe, offrendo un’alternativa ai sistemi scolastici segregati.

Fondamentale è anche il ruolo della Scuola della Pace, un’istituzione nata all’interno del villaggio che opera a livello universitario per formare gli adulti all’educazione al dialogo e alla gestione del conflitto.

Oltre il 7 Ottobre: la tenda del lutto

La scrittrice non ha nascosto le ferite inferte dai recenti eventi bellici. “Dopo il 7 ottobre, il dolore è entrato prepotentemente nel villaggio. Gli abitanti hanno dovuto rifugiarsi insieme durante i bombardamenti iraniani”, ha raccontato Ceccutti. La risposta della comunità è stata l’istituzione della “Tenda del lutto”, uno spazio condiviso dove piangere indistintamente le vittime di entrambi i popoli.

Un sentiero di pace

L’incontro è stato introdotto da Fenisia Mirabella, presidente dell’associazione organizzatrice, che ha sottolineato la coerenza tra il tema del festival di quest’anno, “Sentieri”, e l’esperienza di Neve Shalom: “Questo percorso di pace ha profonde affinità con i nostri obiettivi. È il sogno di una convivenza a cui bisogna continuare a lavorare con ostinazione”.

Il villaggio, situato a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, rimane oggi l’unico esempio concreto in tutta la regione di come il rispetto delle diversità e la condivisione degli spazi quotidiani possano costituire un’alternativa reale alla guerra.