Mostre fotografiche: a Catania “Appunti per un film sul Benin”, dedicato all’orfanotrofio di Kouande

Dal 29 maggio al 12 giugno nello spazio 2Lab gli scatti di Alessandro De Filippo, regista e docente del Corso di Cinema dell’Accademia di Belle Arti, in una mostra con la “curatela” degli studenti. Il film, in fase di montaggio, è prodotto da Abact nell’ambito del progetto C-Fabit, finanziato dal Pnrr e sviluppato con il coordinamento scientifico di Gianpiero Vincenzo.

Il “prof” è l’autore delle foto, gli studenti i curatori della sua mostra. Accade a Catania, dove dal 29 maggio al 12 giugno 2026 lo spazio 2Lab (via Porta di Ferro, 36) ospiterà la mostra fotografica Appunti per un film sul Benin, un racconto visivo nato dagli scatti dei sopralluoghi e del backstage realizzati in Africa da Alessandro De Filippo, regista e docente del Corso di Cinema dell’Accademia di Belle Arti di Catania, a margine del film dedicato all’orfanotrofio di Kouande, gestito dalle suore agostiniane, e ai suoi piccoli ospiti. Inaugurazione venerdì 29 maggio ore 19. Visite nei pomeriggi di martedì e venerdì, dalle 16 alle 19. Sabato e domenica su prenotazione. Ingresso libero e gratuito.

Il film, girato da De Filippo con alcuni studenti del corso di Cinema secondo la formula del documentario partecipativo – e dunque in parte girato dagli stessi ragazzini di Kouande – è in fase di montaggio: prodotto da Abact nell’ambito del progetto C-FABIT, è finanziato dal PNRR e sviluppato con il coordinamento scientifico di Gianpiero Vincenzo, docente della stessa Accademia.

A rendere originale la mostra – un racconto attraverso 25 scatti – è l’inconsueta collaborazione tra il docente e i suoi studenti e che vede questi ultimi nel ruolo di “curatori”. A selezionare e costruire la narrazione fotografica, infatti, sono stati gli allievi del corso di Fotografia dell’Accademia, coinvolti in un laboratorio sul reportage coordinato dallo stesso De Filippo. Ne è nata una rilettura collettiva, un racconto visivo autonomo e aperto a molteplici interpretazioni da condividere con il pubblico dei visitatori.

“Ogni immagine – spiega Alessandro De Filippo – è polisemica e può narrare tante storie. Solo la loro sequenza, grazie al montaggio voluto dagli studenti, le dona senso compiuto. Come nel “Castello dei destini incrociati” di Italo Calvino, le stesse immagini possono raccontare storie diverse, a seconda dello sguardo di chi le attraversa”.

 De Filippo sottolinea inoltre il valore pedagogico e condiviso dell’esperienza: “Qui le fotografie sono un tappeto di segni incoerenti e confusi. Le studentesse e gli studenti di Fotografia, dopo aver seguito il corso di Reportage, le hanno scelte per farne una narrazione propria, immaginata, a tratti un po’ inventata”.

A curare la narrazione fotografica sono stati: Gabriele Di Gloria, Gloria D’Agostino, Luna Feola, Jessica Sottile, Sergio Bottaro, Placido Indelicato e Lorenzo Battaglia. Al progetto espositivo sono abbinati due incontri con gli studenti ABACT in programma nei pomeriggi di venerdì 29 maggio e 12 giugno. Con De Filippo e i “curatori” interverranno i docenti Romeo Tomagra, Carmelo Bongiorno e Francesco Lucifora.

La mostra è una coproduzione tra Accademia di Belle Arti (progetto C-Fabit-PNRR) e Università di Catania, grazie al contributo del gruppo di ricerca Piaceri/MigrAIre. È realizzata con il supporto di 2Lab.

 IL PROGETTO PNRR C-FABIT

C-Fabit è l’acronimo di Cinematic Futures: Bridging Art, Technology and Interdisciplinary Training. Redatto dall’Accademia di Belle Arti di Catania (ente capofila) potrà contare su un finanziamento di oltre 5,2 milioni di euro (5.248.478,40 euro).

L’obiettivo del progetto è quello di fare dell’Accademia di Catania un hub per la produzione cinematografica utile anche ai professionisti del cinema, fornendo così un supporto logistico e strategico per le case di produzione che sempre più spesso scelgono la Sicilia come set privilegiato per film, serie televisive, documentari storici e scientifici, spot pubblicitari. Dal punto di vista didattico e formativo gli studenti possono così avere a disposizione un incredibile laboratorio teorico-pratico, completando sul campo le competenze professionali connesse al mondo del cinema.