“Ci vuole rispetto e ci vuole faccia”, Gargaglione e Crisafulli si scontrano in aula

Prima lo scontro con il presidente del Consiglio, Marco Greco, suo successore, e poi con il sindaco, Mirello Crisafulli. La prima vera seduta della nuova assemblea cittadina ha decretato, in modo plastico, il capo dell’opposizione: Paolo Gargaglione.

Le redini dell’opposizione

L’esponente politico, capogruppo di Enna Futura, si è presentato con il volto feroce in aula, trascinando il resto dello schieramento anti crisafulliano nella scelta di non partecipare al voto della presidenza e della vicepresidenza del Consiglio – di fatto già veicolata verso Greco e Vasapollo. Chi immaginava che sarebbe stato Ezio De Rose, il candidato sindaco del Centrodestra, a tenere le redini del fronte contro il Barone rosso si è dovuto ricredere, infatti, dopo il suo giuramento da consigliere comunale, ha dichiarato il suo passaggio, insieme a Lo Giudice, nel gruppo del Mpa, di cui è capogruppo Francesco Comito.

Lo scontro con Crisafulli

Lo scontro con il sindaco si è consumato quando Gargaglione ha tirato fuori la questione dell’aumento delle indennità riservate ai componenti dell’amministrazione, in particolare a quella del vicepresidente del Consiglio comunale, carica che l’opposizione rivendicava in forza dello Statuto e del fair play politico. A quel punto, è entrato in scena il sindaco, imbufalito dopo che Gargaglione, sul punto ha parlato di mancanza di rispetto. “Ci vuole rispetto e ci vuole faccia” ha tuonato Crisafulli, rispolverando le parole dell’ex presidente del Consiglio, quando, in occasione della presentazione della candidatura di De Rose, accusò i Giovani democratici di adescare i giovani. In aula, il livello dello scontro è salito, coinvolgendo il pubblico, che a fatica, il presidente Greco ha contenuto.

La lite con Greco

Di contro, Gargaglione ha richiamato lo stesso Greco al rispetto delle regole: “Non funziona così il Consiglio comunale”, che ha replicato: “E’ vero, non funziona così” ammonendo Gargaglione di aver preso la parola senza autorizzazione. Un primo assaggio di uno scontro che, probabilmente, è destinato a proseguire.