Ospedale di Leonforte, il Pd: “Non accetteremo una dismissione silenziosa”
Leonforte - 11/08/2026
È sulla tenuta del presidio ospedaliero di Leonforte che il Partito Democratico concentra il nuovo affondo politico, denunciando “l’inaccettabile e progressivo depotenziamento della capacità operativa” della struttura messo in atto, secondo il partito, dall’ASP di Enna.
L’allarme del Pd sull’ospedale
A firmare la presa di posizione è il circolo del Pd di Leonforte, guidato dal segretario Gaetano Livolsi. Il partito rivendica le iniziative assunte dalle istituzioni locali, dall’occupazione dell’ospedale dello scorso 20 luglio alla Conferenza dei Sindaci, fino al Consiglio Comunale del 31 luglio, durante il quale sarebbe stata denunciata “la disastrosa condizione in cui versa la struttura”.
Medicina, la questione dei medici
Nel mirino c’è innanzitutto la situazione della Medicina. Secondo il Pd, quello che ad aprile era stato presentato al sindaco come un intervento temporaneo di circa venti giorni, con il trasferimento di due medici dal Pronto Soccorso di Leonforte a quello di Enna, avrebbe avuto conseguenze più durature.
“Per compensare quella mancanza, sono stati sottratti due medici alla Medicina”. Il reparto, prosegue la nota, “è rimasto con un’unica unità medica strutturata”, una dotazione ritenuta incompatibile con la necessità di garantire reperibilità e continuità assistenziale.
A preoccupare il Pd è anche la scadenza del personale medico somministrato attraverso la cooperativa Alcantara, indicata per il prossimo 15 agosto. “Senza un’immediata assegnazione di personale medico strutturato, si determinerà un’oggettiva difficoltà nel garantire la continuità operativa del reparto”, afferma il partito.
Pazienti negli spazi del Pronto Soccorso
Un altro punto contestato riguarda la disposizione del 30 luglio di trasferire i pazienti della Medicina negli spazi del Pronto Soccorso. Per il Pd, la scelta ha comportato “una riduzione di sei posti letto della Medicina, una contrazione delle risorse infermieristiche e una preoccupante sovrapposizione logistica tra le attività di emergenza e i degenti”.
Il partito parla quindi di “un evidente rischio igienico-sanitario”, legato alla convivenza negli stessi ambienti tra degenza ordinaria e flussi del Pronto Soccorso, oltre alla compromissione della “doverosa garanzia della separazione di genere tra i pazienti ricoverati”.
Secondo la ricostruzione del Pd, la riorganizzazione era stata correlata dall’ASP alla necessità di liberare il quarto piano dell’ospedale per accogliere la RSA di Pietraperzia. “Ad oggi, tuttavia, la RSA permane a Pietraperzia e il quarto piano dell’ospedale di Leonforte risulta sostanzialmente inutilizzato”.
Il nodo della programmazione regionale
Per il circolo guidato da Livolsi, il depotenziamento contestato sarebbe inoltre in contrasto con la programmazione regionale vigente. Il Pd richiama il Decreto Assessoriale n. 22/2019, che classifica il presidio come “Pronto Soccorso di Zona Disagiata”, con una dotazione strutturale complessiva indicata in 60 posti letto: 14 di Medicina Generale, 12 di Chirurgia, 18 di Riabilitazione e 16 di Lungodegenza.
“L’attuale depotenziamento rappresenta un palese tradimento di questo assetto normativo”, sostiene il Pd. E aggiunge: “Non possiamo permettere che la permanenza nominale dell’ospedale venga usata per nascondere il suo reale svuotamento”.
Il nodo, secondo il partito, riguarda anche il rapporto tra Medicina e Pronto Soccorso. “Qualora venisse meno la sostenibilità operativa della Medicina, l’ASP dovrà chiarire come il Pronto Soccorso potrà continuare a svolgere le proprie funzioni”.
Le domande all’ASP
Alla luce della situazione descritta, il Partito Democratico chiede all’ASP di Enna risposte formali sulla continuità assistenziale dopo il 15 agosto, sulla futura dotazione organica medica e infermieristica, sulle ragioni della riduzione dei posti letto e del trasferimento dei degenti negli spazi del Pronto Soccorso.
Il Pd chiede inoltre di chiarire “perché il quarto piano è stato svuotato se la RSA di Pietraperzia non è stata trasferita?” e “qual è il modello complessivo e la futura configurazione funzionale che l’ASP intende adottare per il Presidio Ospedaliero di Leonforte?”
La richiesta del partito arriva fino alla possibilità di un chiarimento complessivo sulle risorse disponibili. “Qualora l’ASP ritenga di non disporre delle risorse per mantenere l’attuale configurazione ospedaliera, lo dichiari con trasparenza alle istituzioni e alla popolazione”.
“Non accetteremo una dismissione silenziosa”
La parte finale della nota assume un tono apertamente politico. “In questa battaglia il Partito Democratico è, e sarà sempre, in prima linea”, afferma il circolo di Leonforte, dichiarando il proprio sostegno ai cittadini del territorio e al personale sanitario.
“Siamo accanto non solo ai cittadini di Leonforte e a tutti quelli dei comuni che ricadono nel nostro distretto ospedaliero, per difenderne il diritto inalienabile alla salute, ma anche a tutto il personale sanitario che, tra carenze e turni massacranti, continua a lottare ogni giorno in corsia per tenere in piedi la struttura”.
La conclusione è netta: “Non accetteremo una dismissione silenziosa e manifesteremo il nostro dissenso in ogni modo, mobilitando tutte le risorse possibili a difesa delle nostre comunità”.
Le contestazioni e le richieste sono quelle espresse dal Partito Democratico di Leonforte. Al momento, nel testo esaminato, non è riportata una replica dell’ASP di Enna sulle criticità sollevate dal circolo guidato da Gaetano Livolsi.